L’ordinanza “anti-accattoni”. La Caritas: «Il sindaco faccia un passo indietro»

«Il Natale si fonda sull’accoglienza di Cristo, che nasce in una condizione di profugo, di emarginato. Aprendo le porte a lui, ultimo tra gli ultimi, abbiamo costruito il fondamento del nostro essere cristiani. Ma è purtroppo quando ci dimentichiamo di questo che combiniamo dei gran disastri… Ed è questa la condizione in cui oggi si trova la nostra città». Sono parole pesanti quelle utilizzate ieri dal direttore della Caritas diocesana, Roberto Bernasconi, contro l’ordinanza del sindaco Mario Landriscina che è stata ribattezzata “anti-accattoni”.
Una posizione – quella della Caritas – che è stata ripresa anche dalla pagina on line del Settimanale della Diocesi di Como. «La nostra città – scrive Bernasconi – ha trasformato il Natale, uno dei momenti più importanti del nostro credere, in un fatto meramente commerciale. Ha ridotto il capoluogo a una “Città dei Balocchi”, dimenticandosi che dentro di essa esistono drammi enormi».
«In questo quadro, ciliegina sulla torta, è arrivata l’ordinanza che a mio avviso mette fuori legge anche Gesù Cristo che deve arrivare, perché Lui è arrivato proprio in queste condizioni». La lunga lettera del direttore della Caritas si chiude con una richiesta a Landriscina: «Al sindaco, che ritengo persona di buon senso, chiederei un regalo di Natale, che faccia un passo indietro e magari accolga queste persone perché riescano a vivere almeno un Natale dignitoso».
Regalo tuttavia che pare difficile da confezionare, vista la replica di ieri proprio del primo cittadino di Como. «Gli sforzi per far sì che gli indigenti abbiano cibo, vestiti e un riparo sono costanti – sono le parole di Landriscina – Alcune persone però non accettano questo tipo di soluzioni. E altre persone se ne lamentano e non accettano questa presenza. Il sindaco sta in mezzo. Deve dare sostegno a chi è indigente ma anche risposta alla parte di città che lamenta condizioni non decorose di ambienti pubblici». «L’ordinanza resta – conclude il sindaco di Como – e confido che venga interpretata con equilibrio tra necessità e situazioni contingenti».
Nessun passo indietro, dunque, da parte del primo cittadino e della giunta, che prosegue nella strada dei verbali (dieci quelli compilati dai vigili nello scorso weekend) e dei numerosi sequestri di merce. Nessun regalo di Natale, dunque, tra Caritas e Palazzo Cernezzi.

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