L’ordine degli avvocati: «Per difendersi meglio, consultare l’albo»

Il finto legale – Al vaglio c’è anche l’ipotesi di truffa oltre all’esercizio abusivo della professione
Potrebbe aggravarsi già in queste ore la posizione del falso avvocato di Tavernerio stanato da un’inchiesta della Procura e della compagnia della guardia di finanza di Como. Il pubblico ministero Simone Pizzotti che ha aperto il fascicolo a carico del 37enne, potrebbe infatti a breve aggiungere anche il reato di truffa a quello già ipotizzato di esercizio abusivo della professione. Virtualmente, infatti, tutti i clienti che hanno versato soldi per pagare prestazioni legali al falso avvocato
sono stati già truffati e in Procura attendono, proprio per questo, segnalazioni e querele. Un paio, tra l’altro, sarebbero già pervenute.
Le indagini sul finto legale sarebbero state aperte un paio di mesi fa, ma fino a ieri l’operazione della finanza è rimasta coperta dal più totale riserbo. E questo nonostante lo studio del 37enne, in via Provinciale 33 a Tavernerio, sia stato perquisito a fondo dalle fiamme gialle con una mole notevole di documenti e pratiche aperte acquisite dai militari che ora stanno vagliando tutta l’attività del falso avvocato. Anche l’ordine degli avvocati aveva aperto una indagine interna, dopo la segnalazione di alcuni clienti. Un fascicolo poi “girato” alla Procura una volta appurato che quello che si spacciava come avvocato non era iscritto all’albo né a Como né in nessun’altra parte d’Italia. Al sesto piano del palazzo di giustizia, tuttavia, del 37enne sapevano già tutto. «Come può difendersi il cittadino? Rivolgendosi a noi – spiega il presidente dell’ordine degli avvocati, Alessandro Patelli – Il controllo più immediato è guardare sul nostro sito se il proprio legale è iscritto all’albo. C’è tuttavia la possibilità che un professionista possa essere iscritto in un altro albo, ad esempio a Milano. Quindi si può consultare anche il sito del consiglio nazionale forense dove c’è l’albo nazionale di tutti gli avvocati. Se si avessero ancora dubbi, infine, si può contattare la nostra sede». Ma erano già capitate vicende simili? «Ci sono precedenti di esercizio abusivo della professione. Ma in genere ci eravamo trovati di fronte a situazioni limite, quelle in cui ad esempio un professionista che effettua ricostruzioni cinematiche su un incidente stradale si spinge un po’ oltre, dando assistenza legale. Questa vicenda però è diversa. Francamente non conosco il finto avvocato, non l’ho mai incrociato in aula. E non credo che ci sia mai andato, di fronte ad un giudice o ad altri colleghi, in quanto sarebbe stato scoperto. Posso immaginare che la sua attività si limitasse solo a consulenze. In questo caso, il controllo dell’ordine sarebbe molto difficile e gli unici in grado di stanarlo avrebbero potuto essere i clienti». Come poi è avvenuto

Mauro Peverelli.

Nella foto:
Come difendersi dai finti avvocati: il vademecum del presidente dell’ordine Alessandro Patelli

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