L’Ordine degli Ingegneri: «Nodale il tema delle manutenzioni»

Como conferenza stampa dell'Ordine degli Ingegneri perl'assemblea degli iscritti e convegno sulle missioni spaziali, Mauro Volontè

Volontè: «Troppe le opere costruite nei decenni passati»

Mauro Volontè, presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Como, ribadisce più volte nel corso dell’intervista che il ruolo dell’Ordine non è commentare aspetti procedurali e rivendicare competenze in caso di problemi a strutture come il ponte dei Lavatoi o altri cantieri. Proprio l’Ordine ha però recentemente firmato uno studio sul ponte Morandi di Genova, teatro del drammatico crollo dello scorso agosto «per focalizzare l’attenzione sugli aspetti manutentivi ed evolutivi che stanno investendo l’ingegneria infrastrutturale».

«Non si può dare la colpa ai ponti e a chi li ha progettati tanti anni fa – spiega Volontè – le manutenzioni periodiche sono nodali, fondamentali. Anche per questo, lo scorso ottobre, siamo stati chiamati dalla Regione per costituire Lombardia Sicura, la cabina di regia che si occupa del monitoraggio delle infrastrutture, ovvero strade, ponti, gallerie, ferrovie. Il primo incontro sarà venerdì 29 marzo. Porteremo naturalmente anche le istanze del territorio comasco».

La Regione ha riunito a uno stesso tavolo i propri tecnici, gli Ordini di ingegneri, geologi e architetti. Volontè è anche segretario della consulta regionale degli ingegneri e parteciperà periodicamente anche ai tavoli convocati per diversi settori, dall’energia ai lavori pubblici, dall’ambiente alla viabilità.

«Il dialogo con l’istituzione è diventato fondamentale – aggiunge il presidente degli ingegneri – Il protocollo di collaborazione tra la nostra consulta regionale e tutti gli assessorati è stato firmato a fine gennaio. Questo impegno e “Lombardia Sicura” dimostrano come le tematiche della tutela di chi si muove e vive sul territorio siano tenute in considerazione. La Lombardia è stata la prima regione d’Italia ad applicare questo sistema, come ha riconosciuto anche il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli».

«Se si parla di una visione sul futuro – sottolinea il presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Como – noi siamo per sbloccare i cantieri».

«Siamo per la Tav, per la Pedemontana e per la Tangenziale di Como naturalmente, ma non a scapito delle manutenzioni – ammonisce Volontè – Abbiamo tante opere, anche in provincia, costruite nei decenni scorsi in base alle tecnologie, agli obiettivi e alle normative del periodo. Il traffico di oggi su un ponte, ad esempio, aumenta in modo esponenziale le sollecitazioni rispetto ad alcuni decenni fa. Poi, certo, in tanti casi ci sono l’incuria e l’errore umano che hanno la loro parte».

Sulle possibili soluzioni a questioni viabilistiche, Volontè conferma la disponibilità a collaborare a livello territoriale.
«Noi siamo disponibili – dice ancora il presidente – Due anni fa la precedente amministrazione comunale ci chiese pareri sul Piano del traffico di Como. Ci siamo espressi sulla necessità di un interscambio con Trenord in corrispondenza dell’autosilo Valmulini, sulla riqualificazione della stazione di Como Borghi e la creazione di una navetta Grandate-Como Borghi. Attendiamo che questi progetti vengano realizzati».

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