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L’Ordine dei Medici: guai ad abbassare la guardia

Il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro, ha di recente posto l’accento sulla possibilità concreta di una seconda ondata epidemica. Forse in autunno, forse addirittura prima. E per peggiorare lo scenario Davide Tosi, giovane ricercatore dell’Università dell’Insubria, in una intervista al nostro giornale ha rimarcato che con il progressivo allentamento delle misure di contenimento, il numero dei contagiati potrebbe calare fino a giugno, per poi risalire oltre mille casi giornalieri (su scala nazionale) attorno alla metà del mese.Una prospettiva verosimile, con la crescita dei contatti causata dalla graduale fine del lockdown, che aumenta il movimento delle persone con tutti i rischi collegati.Il presidente dell’Ordine dei medici di Como, Gianluigi Spata, invita quindi di fronte ai rischi in atto alla massima vigilanza, e fa un appello affinché i comaschi non abbassino la guardia: «Lo dico da sempre, occorre moltissima prudenza – dice Spata – Perché il virus continua a circolare, il nemico è tra noi, non è affatto scomparso. Vedo in giro moltissima gente e questo mi preoccupa e mi fa fare quindi un forte richiamo alla prudenza. Mi rivolgo in particolare ai giovani: nel fine settimana non pensino di poter fare qualsiasi cosa. Le misure per difenderci le conosciamo tutte: mascherine, distanziamento sociale, e tutte le regole igieniche che ormai dovremmo sapere a memoria. Ma che molto spesso la gente non pratica. Ricordiamoci tutti di quel povero diciottenne che il virus ha colpito e che ha dovuto subire il trapianto dei polmoni. Con l’immagine di quel ragazzo nel cuore dobbiamo affrontare questi giorni che abbiamo davanti a noi. Andare in giro e fare i gradassi non serve a nulla, se non a peggiorare le cose. Per cui ripeto la parola d’ordine: prudenza. A maggior ragione di fronte ai richiami che abbiamo udito in queste ore secondo i quali a metà giugno potrebbe esserci una recrudescenza del morbo».«Volenti o nolenti il virus lo abbiamo tra noi, è qui, non aspetta altro – conclude il presidente dei Medici Spata – che molliamo la presa, facciamo calare la soglia di attenzione e la nostra prudenza sulle norme di sicurezza. È un killer spietato ed è tuttora un illustre sconosciuto, e tale rimarrà finché non avremo un vaccino o cure più consolidate. Per ora, visto che ci sono ancora ma solo tante sperimentazioni e tanti protocolli di cura tuttora in fase di test, è un nemico insidioso da battere. Tenendo alta la guardia sempre».

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