Lorenzo Monguzzi, buona musica a Como

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I live da non perdere

Dopo oltre un decennio passato tra le onde di De André e i fragili bicchieri di cristallo dei Mercanti di Liquore, Lorenzo Monguzzi ha deciso di svoltare mettendosi in proprio. Portavèrta, il suo primo album da solista, raccoglie 12 brani che mettono in risalto una qualità fondamentale per ogni cantautore che si rispetti: una voce personale che rende subito riconoscibili tutte le canzoni. Una firma autorevole, alla quale

si affianca alla produzione artistica quella prestigiosa di Marco Paolini, per raccontare piccole storie che gettano un ponte molto intimo tra il passato e il futuro.
Qualche eco folk alla De Sfroos in brani come Quattro Notti, anche se il dialetto compare fugace solo nella title track, per un lavoro guidato dalla delicatezza di chi alle trombe preferisce i violini. Ma non fraintendiamo, in questo album non manca certo la freschezza dei fiati, però il respiro che offre è sempre sottovoce, mai urlato. In un brano come Bolle affiora persino un approccio alla Gaber, per il canto e l’ironia che Monguzzi riesce a portare con lo stesso gusto, così come Pezzi di cielo è una piccola lezione della migliore tradizione della nostra canzone d’autore, tanto bistrattata in questo decennio. Sono Tempi difficili, come canta Lorenzo in uno dei pezzi più riusciti di questo progetto, ma c’è chi trova il coraggio, senza usare i muscoli, per dare corpo alla fragilità della buona musica. Dal vivo, venerdì 21, allo Spazio Gloria di Como.
Sul palco del live club All’1&35circa di Cantù, lunedì 24 febbraio è il turno di Jono Manson, artista di origine newyorkese sempre in viaggio tra vecchio e nuovo continente. In quasi vent’anni di carriera solista, Jono ha pubblicato una serie di dischi pregevoli, a iniziare da Almost Home, lavoro che già nel 1995 metteva in luce tutte le potenzialità di un rocker che ha un rapporto molto speciale con l’Italia. Infatti, oltre a incidere i suoi lavori per l’attivissima Club de Musique, casa discografica di stanza in Valle d’Aosta, Manson ha prodotto, sempre per l’etichetta di Cormayeur, Uomini in costruzione e Gli Ospiti, i primi due album di Stefano Barotti. L’intensa attività musicale di questi anni ha portato Jono a dover dividere il suo tempo tra il Texas e la Liguria, tra il deserto di Santa Fè e il mare di Tellaro, terre magiche che certamente hanno ispirato le contagiose atmosfere delle sue produzioni più recenti.
Nel 2005 Manson ha presentato Summertime, dodicesimo episodio discografico della sua carriera, insolitamente ricco di calde sonorità estive, a cui ha fatto seguito, nel 2009, un più autunnale November. In questo caso, pubblicato da Appaloosa, presenterà il nuovissimo Angels on the Other Side.
Anna Calvi, artista inglese con padre italiano, è una delle cantanti più alla moda del momento. Non tanto per le sue recenti collaborazioni con Karl Lagerfeld e Gucci, ma soprattutto perché, dopo l’omonimo debutto del 2010, baciato dal consenso di personaggi come Brian Eno e Nick Cave, il suo secondo album era atteso come una sfilata parigina di Valentino. E tanto aspettare è stato ripagato da una collezione di canzoni da bere tutte d’un fiato – anticipate dal singolo Eliza – intitolata One Breath. Profonde, nere e affascinanti le canzoni della Calvi non possono lasciare indifferenti chi ama questo tipo di atmosfere dense e avvolgenti.
Pubblicato a due anni di distanza dall’omonimo album di debutto, il nuovo lavoro di Anna Calvi è un’altra raccolta di canzoni, da Suddenly a Piece by Piece, da Love of My Life a Bleed Into Me, che ci confermano come l’artista stia trovando un ruolo preciso e personale nel mondo della canzone d’autore rock al femminile. Dal vivo il 25 febbraio al Teatro Grande di Brescia.

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