Cronaca

«Orgoglioso dell’iniziativa»

alt Il primo cittadino Claudio Bizzozero
La donna islamica: «Ci sono troppi pregiudizi»
Lunedì sera, proprio nelle stesse ore in cui la Lega raccoglieva firme porta a porta contro la realizzazione di una moschea a Cantù, sono state gettate le basi per un coordinamento pro Islam. “Liberi insieme”, questo il nome deciso dalle circa sessanta persone che si sono riunite nella sede Arci della stessa città, è un progetto che vede nella libertà di culto e nell’integrazione i suoi principali fondamenti.
«Come canturino sono orgoglioso di questa iniziativa – dice Claudio Bizzozero

, sindaco di Cantù – molti credono che questa sia una città razzista, ma sotto una superficie ruvida si nasconde un buon cuore. È importante cercare di coinvolgere più persone possibili e fare passare la paura del diverso». Un coordinamento, quello di “Liberi insieme”, che si dissocia da qualsiasi appartenenza politica e che punta dritto ai cittadini. «Sono qui stasera per dare il mio sostegno – spiega Bizzozero – così come i consiglieri comunali, ma vogliamo che questo progetto sia autonomo e slegato da qualsiasi etichetta. Devono essere i cittadini a portarlo avanti, così come lo hanno fatto nascere».
Il coordinamento si è proposto di sviluppare nei prossimi mesi diverse iniziative. «Inizieremo con un convegno – dice Attilio Gerosa – poi parteciperemo ad altre manifestazioni e organizzeremo incontri per diffondere più informazioni possibili. Voglio sottolineare che la nostra, prima che un contrasto, deve essere un’alternativa all’azione della Lega».
Ed è proprio per questo motivo, per rappresentare al meglio lo spirito del comitato, che Maria Teresa Paciotti, italiana di fede musulmana, è stata eletta coordinatrice. «Ci sono tanti pregiudizi verso la nostra religione – dice – che non fanno altro che peggiorare i rapporti tra cittadini. Tutti uniti potremmo cambiare molte cose. Io sono italiana, sono nata qui e vivo a Cantù da vent’anni. Ma è inutile, quando indossi il velo, le persone ti guardano in modo diverso».

Enrica Corselli

Nella foto:
Musulmani in preghiera all’interno della moschea di via Pino chiusa dal Comune di Como nel 2005
7 maggio 2014

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