Loris Kessel, protagonista di una F1 romantica. Il ricordo del pilota ticinese scomparso 10 anni fa

Loris Kessel (

«Questo sono io e parto piuttosto indietro. Però vicino a me ci sono Alan Jones, Emerson Fittipaldi, Jacky Iccx, Arturo Merzario e Gunnar Nillson. Davanti partivano Niki Lauda, Clay Regazzoni, James Hunt, Mario Andretti, Ronnie Peterson, Jacques Laffitte e Jody Scheckter». A chi entrava nel suo garage-atelier a Grancia, alle porte di Lugano, Loris Kessel, mostrava un grande poster con la partenza di una delle due gare della sua carriera in Formula 1 in cui riuscì a prendere il via, nella stagione 1976, con una Brabham Bt44b: 12° in Belgio, ritirato in Svezia.
Proprio dieci anni fa, il 15 maggio del 2010, all’età di 60 anni Kessel è scomparso dopo una lunga battaglia contro un male incurabile. Un personaggio che è rimasto nel cuore degli appassionati ticinesi e di chi ama la Formula 1 di un tempo, quella che si può definire “romantica”. Un periodo magico per il vicino Cantone, che poteva contare su ben due driver nella categoria più seguita, Kessel appunto e l’indimenticabile Clay Regazzoni, alla Ferrari con Niki Lauda.
Di Kessel piace ricordare il coraggio. Sempre nel 1976, dopo aver corso con una Brabham privata, si rivolse a Frank Williams chiedendogli il volante di una sua vettura. La risposta fu negativa, ma accompagnata da una proposta: «Ti vendo una mia auto di tre anni fa». Kessel accettò la sfida, creò uno staff tecnico per modificare il veicolo iscrivendosi al Mondiale F1 del 1977 come team Apollon, dal nome dello sponsor. Una esperienza sfortunata, con una serie di trasferte saltate per problemi di vario tipo e un unico tentativo di qualificazione nel Gran Premio di Monza con un tempo altissimo, e fine dei giochi.
Lo svizzero è comunque rimasto legato a quel mondo: era molto amico dei Peterson (suo figlio si chiama infatti Ronnie) e fu tra i primi a soccorrere lo svedese a Monza nel 1978 nell’incidente che poi gli costò la vita.
Loris Kessel ha praticamente corso fino a che la malattia non lo ha colpito. È stato grande protagonista in Italia nelle categorie Gt con una serie di successi e con il suo team che anche in anni recenti ha conquistato podi su podi. Nel 2001 si è tolto la soddisfazione di vincere il Rally del Ticino, la corsa di casa, e nel suo palmares anche la partecipazione alla “24 ore di Le Mans e alla “1000 Chilometri di Monza”. Imprenditore di successo, il suo cammino viene seguito dal figlio Ronnie, che gestisce il gruppo di vendita di auto di alta gamma.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.