«Ostacoli al rinnovamento del Papa»

alt Il caso fa il “giro” d’Italia
Gad Lerner: «Mi chiedo come si sarebbe comportato Maggiolini»

Ha fatto il giro d’Italia la notizia del procedimento canonico che ha coinvolto l’ex don Marco Mangiacasale e che ha comportato la “dimissione dallo stato clericale”, la più grave delle pene sul piano disciplinare, per l’ex economo della Diocesi.
Una decisione, quella di papa Francesco, che ha preceduto, lo abbiamo ricordato più volte, anche il terzo grado della giustizia ordinaria, la Cassazione. L’ex parroco di San Giuliano è stato condannato in secondo grado a 3 anni e mezzo per

violenza sessuale su 5 ragazzine.
La notizia e la successiva lettera a firma di monsignor Angelo Riva, direttore del “Settimanale della Diocesi” e dell’ufficio comunicazioni sociali diocesano, sono state riprese anche da Gad Lerner, giornalista, scrittore, conduttore televisivo, già direttore del Tg1 e del Tg della 7.
È netto il tweet di Lerner: “Il settimanale diocesano di Como che difende il prete pedofilo rivela gli ostacoli al rinnovamento di Papa Francesco”. E la notizia viene ripresa anche dal sito del giornalista, www.gadlerner.it.
«Don Marco Mangiacasale, ex parroco di San Giuliano, nonché (nota bene) economo della Diocesi di Como, è stato ridotto allo stato laicale da Papa Francesco – scrive Lerner – senza attendere sentenze definitive, dopo le prime condanne per le molestie sessuali e le sue stesse ammissioni di colpa. Tale provvedimento non è stato commentato in alcun modo dal vescovo di Como. Silenzio. Ma peggio ancora, il suo vicario episcopale, è intervenuto solo per difendere il prete spretato. E il settimanale diocesano ha pubblicato un articolo in tal senso (“Non è un pedofilo, non è malato, non è socialmente pericoloso”) che risuona piuttosto come una difesa arroccata di categoria – aggiunge – e come una presa di distanza dal provvedimento pontificio».
Lerner ha seguito la vicenda passo a passo, compresi gli ultimi sviluppi relativi all’attuale parroco di San Giuliano.
«Inutili finora le proteste del parroco don Roberto Pandolfi, che ha preso servizio là dove Marco Mangiacasale (oggi agli arresti domiciliari) ha seminato dolore e screditato la Chiesa».
Il giornalista pensa poi a come avrebbe reagito a questo episodio il predecessore di Coletti, monsignor Alessandro Maggiolini.
«Un episodio illuminante sulle resistenze e le difficoltà che Papa Bergoglio incontrerà nella sua opera di rinnovamento della Chiesa – scrive Lerner – Mi chiedo come si sarebbe comportato il defunto vescovo di Como, Alessandro Maggiolini, assai conservatore e legato a una visione sacrale-identitaria della gerarchia, in una simile occasione. Maggiolini avrebbe difeso pure lui l’ex sacerdote Mangiacasale? Temo di sì, spero di no?», conclude Lerner.
L’articolo è seguito da una quarantina di commenti sui fatti tra lo sconcerto generale e la convinzione che il cammino della Chiesa verso la trasparenza su alcuni temi sia ancora in salita.

P.An.

Nella foto:
Il giornalista, scrittore e conduttore tv, Gad Lerner

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