Lotta ai tumori, così il Lario investe nei neutroni

prototipo NeutronBrush in attesa di essere testato al centro ENEA del Brasimone

Nuove frontiere tecnologiche nella radioterapia per il trattamento dei tumori solidi: dal Neutronbrush alla produzione di radiofarmaci. Da un lustro Como ospita la “cabina di regia scientifica/gestionale” di una PMI innovativa, la “TheranostiCentre”, la cui principale missione è la ricerca di nuove e più efficaci forme di radioterapia per la cura dei tumori solidi, mediante fasci di radiazione più utili per la riduzione e in alcuni casi nell’eliminazione focalizzata delle sezioni nelle quali i tumori stessi hanno origine.
«Questo obiettivo non è poi così sorprendente – dice il docente di fisica e fisica medica dell’Università dell’Insubria Maurizio Martellini, 68 anni, una delle anime del progetto comasco – poiché le apparecchiature radiologiche e le sostanze radioattive sotto forma di radiofarmaci hanno avuto un costante sviluppo, anche disseminato, di approcci tecnologici rivelatisi poi dannosi o troppo immaturi per essere adottati. Quello che intendo sottolineare fa riferimento, ad esempio, al pensiero citato da Bernard Shaw nel suo libro “Le due culture”, ovvero all’esistenza di una cultura umanistica ed una scientifica. La medicina è stata la prima forma di “scienza applicata”, a partire dai grandi filosofi greci dell’era classica fino all’epoca moderna con l’utilizzo di sistemi digitali e personalizzati per la cura dei tumori».
«Le macchine radiologiche e i semi radioattivi dei radio-farmaci hanno avuto un costante sviluppo – aggiunge Martellini – con Henri Becquerell e Marie Curie, con l’uso del materiale radioattivo noto come Radio, e con Wilhelm Roentgen con i raggi – X. Nei secoli successivi la conoscenza approfondita del mondo della fisica nucleare e gli sviluppi nel campo radio-biologico per radiofarmaci innovativi hanno permesso, assieme all’acquisizione di molti dati attinenti all’oncologia nucleare da un lato e di test preclinici avanzati dall’altro, di capire più a fondo come nasce e si sviluppa un tumore. In questo solco si colloca TheranostiCentre».
La macchina radiologica progettata da TheranostiCentra ora allo stato di prototipo pronto ad essere testato dall’Enea si basa su un fascio di particelle penetranti ed altamente efficaci, note come neutroni. «È l’evoluzione in un dispositivo medico accendi/spegni della pratica clinica nota come brachiterapia – dice Martellini – È costituita da una componente essenziale, un minuscolo e sicuro generatore di neutroni, il cui prototipo è già stato costruito in California da un partner di TheranostiCentre sulla base delle sue linee guida».
Nella foto del prototipo chiamato Neutronbrush si capisce che è una sorta di “lego”, i cui mattoncini costituiscono alcune componenti della macchina stessa. Il generatore a neutroni è il piccolo cilindro bianco in fondo all’immagine, mentre le altre apparecchiature sono la pompa di raffreddamento e il generatore di radiofrequenza che serve a riscaldare il gas contenuto all’interno del generatore a neutroni, i cui atomi urtandosi producono appunto i neutroni.
«Questa apparecchiatura radiogena è rivoluzionaria – dice il professor Martellini – in quanto nasce dai principi della radioterapia, senza essere l’adattamento di altri generatori a neutroni dedicati ad altri scopi, ma soprattutto perché una volta assemblata e predisposta su un braccio robotico dovrà entrare in sala operatoria per irradiare la zona tumorale dopo la rimozione chirurgica. Il potere altamente energetico dei neutroni servirà a sterilizzare la cavità chirurgica dalle microscopiche cellule tumorali rimaste e quindi a ridurre il rischio di recidive. La stessa tecnologia per produrre fasci di neutroni, ma con energia molto più elevata e dimensioni opportune, potrà essere utilizzata per un nuovo approccio di produzione di radioisotopi alla base dei nuovi radiofarmaci. Tale produzione potrà essere allocata direttamente presso i grandi ospedali e le cliniche oncologiche grazie all’avvento di questa nuova tecnologia».
«Oggi la radioterapia oncologica – dice Martellini – è una sorta di “chirurgia virtuale” che agisce direttamente sul tumore attraverso radiazioni sempre più intense e che potrà essere somministrata da robot chirurgici, almeno per alcuni tipi di tumore, in combinazione con farmaci chemioterapici personalizzati. L’obiettivo di TheranostiCentre è quello di portare la radioterapia a forme sempre più efficaci e personalizzate sulla tipologia di tumore e le caratteristiche uniche di ciascun paziente».

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.