«Paratie, Ticosa, Ztl, tasse: le mie scelte»

altIntervista al sindaco
Lucini: «Nuove barriere automatiche, via Grandi interrata, piazza Volta senz’auto, imposte inevitabili»
Una cosa va riconosciuta a Mario Lucini: non subisce (o almeno finora non ha subìto) eccessivamente gli umori e i malumori della piazza. A torto o ha ragione – c’è chi lo accusa di eccessiva testardaggine – non ha mosso un ciglio davanti alla marea umana anti-Ztl, non cambia idea di fronte alla recente insurrezione sindacale per gli aumenti di Irpef e Tasi, oppone nonchalance alle periodiche bufere su paratie e Ticosa. E qualcuno è pronto a ribattezzare Lucini sindaco di ferro. «Mi limito a

difendere sempre le scelte in cui credo, anche se poi legittimamente ognuno può avere le sue opinioni. Lascio sempre la possibilità di correggere scelte sbagliate o migliorabili ma, se credo in una strada, proseguo in quella direzione».
Un cammino che non sembra facilissimo visto che, in questi 2 anni dalla sua elezione, Como sembra sostanzialmente uguale a prima.
«Avevo la speranza di poter incidere in maniera più significativa sul cambiamento della città, è vero. Da fuori, posso capire che non si colgano grandi novità. Non voglio accampare scuse, ma passare dall’opposizione al ruolo di sindaco è impegnativo, difficile, richiede la “scoperta” di tantissimi meccanismi, anche burocratici e procedurali, che prima non si conoscevano. Poi abbiamo ereditato problemi grossi, che stiamo risolvendo ma che richiedono tempo ed energie».
Finora, a suo avviso, quali sono le cose migliori del suo biennio da sindaco?
«Ztl e nuova raccolta rifiuti, pur con ovvie difficoltà iniziali e necessità di affinamento, sono stati due passi importanti. Ma anche la riorganizzazione del patrimonio e della sua gestione non è cosa da poco, prima era una giungla. Poi annovero il Pgt approvato a tempo di record e la chiusura della vicenda Trevitex tra le cose positive. E la difesa della qualità dei servizi sociali, con la cancellazione delle liste d’attesa sui nidi comunali anche grazie alle nuove forme di collaborazione pubblico-privato per i servizi accessori, sono fattori importanti».
Tema sempre caldo, quello dei nidi. Il servizio perde complessivamente 4 milioni all’anno. È sostenibile per un Comune un passivo del genere?
«Partendo dal presupposto che a oggi non abbiamo intenzione di chiudere alcuna struttura, su questo bisogna mettersi d’accordo una volta per tutte. Perché non si può gridare allo scandalo per il rosso di bilancio e poi indignarsi, come è accaduto per esempio per le tariffe dei centri estivi (quest’anno passate da 220 euro a 320 per 4 settimane, ndr), se si trovano accordi di gestione con i privati».
Insomma, bilanci comunali più sani uguale per forza a tariffe più care?
«Deve essere chiaro a tutti che se si vogliono migliorare i conti generali di un servizio, questo non può avvenire in assoluto a costo zero per l’utente. Faccio un esempio: oggi il 50% delle famiglie con i bimbi ai nidi comunali paga meno di 150 euro al mese. Se vogliamo ridurre la perdita del servizio, anche collaborando con i privati, quella tariffa salirà, per forza».
In queste ore, peraltro, lei è nella bufera per l’aumento generalizzato dell’Irpef allo 0,8% e per l’introduzione della Tasi al 3,3 per mille, il massimo.
«Non sono masochista o sadico, non ho piacere ad alzare le tasse. Ma se guardiamo, ho fatto ciò che praticamente tutti i capoluoghi lombardi avevano già compiuto. D’altronde, dal 2011, il Comune di Como ha già ridotto di 4 milioni la spesa corrente, e da tagliare è rimasto davvero poco. In più, nel 2011 lo Stato ci trasferiva 20 milioni di euro, nel 2014 quella cifra si è azzerata e, anzi, nel saldo siamo noi a versarne 7 allo Stato centrale. Quasi 30 milioni di differenza: mi spiega come si può sostenere una cosa simile?».
Eppure Cgil, Cisl e Uil dicono che la nuova tassazione favorisce i ricchi e penalizza soltanto le classi più deboli.
«Questa è una falsità. Viene confusa la mancanza di progressività dell’aliquota Irpef, prima differenziata per scaglioni di reddito, con la proporzionalità dell’imposta. Vale a dire: è vero che ora, dai 10mila euro di reddito in su, tutti pagano lo 0,8%, ma l’incidenza su un un reddito medio-basso sarà di un centinaio di euro, su uno alto sarà di 400. Qui sta l’equità. Sulla Tasi, poi, contesto il clamore per averla introdotta al 3,3 per mille. Lo 0,8 aggiuntivo, infatti, serve totalmente per coprire le detrazioni».
Darà atto, almeno, che mentre il premier Matteo Renzi, a Roma, si impegna per ridare in busta paga 80 euro al mese ai redditi più bassi, le tasse locali sembrano andare all’opposto.
«Può darsi che l’immagine sia quella di un cortocircuito, ma alla fine sono soprattutto i conti dello Stato ad essere problematici e gli enti locali sono i primi a farne le spese. Prendete la “finta” cancellazione dell’Imu: non è servita a niente, è stata sostanzialmente reintrodotta con la Tasi, che è persino più penalizzante di prima per il cittadino».
Ultimo tema tra economia e politica: dopo 8 mesi dall’addio di Giulia Pusterla, lei ha ancora la delega al Bilancio. Quando il nuovo assessore e il rimpasto?
«Dopo l’estate faremo la verifica vera e propria. Potrei anche mantenere la delega, ma una giunta a soli 7 componenti fa più fatica a seguire tutto con attenzione. E anche per me, che già mi occupo di temi importanti, a partire dalle paratie, diventa una questione di sopravvivenza. Savina Marelli assessore? Prematuro parlarne, valuteremo dopo la pausa estiva».
Veniamo ai temi “classici”, per così dire. Partiamo dalla nuova e contestatissima Ztl. Battaglia vinta?
«I provvedimenti hanno portato divisioni e critiche in città, ma secondo noi era la scelta giusta da fare anche in una prospettiva di medio termine. Penso che si sia proceduto in modo corretto e con la dovuta gradualità. Gli aggiustamenti potrebbero non essere conclusi, ma l’alternativa era non fare nulla».
Ci sarà una fase 2 della Ztl?
«Di sicuro, via Garibaldi diventerà completamente pedonale, senza più posti gialli che saranno trasferiti in piazza Jasca. Così come anche la parte di piazza Volta ancora occupata dalle auto sarà liberata. Per il resto, gli altri spazi urbani, da piazza Roma ai Portici Plinio, saranno sistemati anche grazie ai concorsi di idee in atto e saranno più belli e fruibili per i cittadini».
Capitolo paratie. I lavori dovrebbero partire a settembre e poi concludersi entro 2 anni. Non sappiamo ancora nulla, però, su cosa accadrà davanti a piazza Cavour. Può anticipare qualcosa?
«Voglio sgombrare il campo da un equivoco: non si interverrà sulla piazza, ma soltanto sul tratto a lago. Per quanto riguarda la soluzione contro le esondazioni, che è compresa nella terza variante in fase di chiusura con impresa e Regione, sarà probabilmente una paratia automatizzata e a scorrimento su bitte (ancoraggi verticali a cilindro, ndr) davanti alla scalinata. A riposo, il sistema sarà invisibile ma, in caso di lago alto, si alzerà a protezione di strada e piazza».
Paratie e nuovo lungolago, a oggi, costeranno 31 milioni di euro, con l’incognita delle riserve per 11 milioni presentate da Sacaim. Dobbiamo aspettarci nuovi aumenti di spesa?
«Non posso pronunciarmi con certezza. In ipotesi, con la terza perizia di variante, si potrebbe arrivare a una cifra superiore ma anche inferiore. Dipenderà da molti fattori, anche se è vero che l’azienda, al di là delle riserve, ha chiesto la rivalutazione del costo di alcuni materiali e vari interventi. A oggi, però, non esiste alcun ulteriore aumento sicuro della spesa».
Sul fronte Ticosa, in attesa della chiusura della bonifica, ci sono novità nei rapporti con Multi?
«Per la bonifica, a breve dovremmo firmare con l’azienda per le ultime operazioni, ma si andrà oltre l’estate. Con Multi i rapporti sono buoni, attendiamo il loro piano economico a breve. L’operazione, comunque, resta molto complicata per aspetti tecnici e legali legati al passato».
Conferma che si è tornati a ipotizzare un interramento, per quanto limitato, di via Grandi?
«Sì, l’ipotesi esiste. Nulla a che vedere con il faraonico progetto di tunnel ipotizzato in precedenza, ma si tratta di una soluzione che effettivamente ricucirebbe l’area Ticosa con via Milano Alta. D’altronde, la risoluzione del nodo viabilistico via Grandi-viale Roosevelt rimane un punto fermo anche oggi».

Emanuele Caso

Nella foto:
Mario Lucini, 55 anni

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