«Pedonalizzare il lungolago ed eliminare il girone rischia di provocare il caos»

altLa proposta del sindaco Lucini
Contrari gli ex assessori comunali Frisoni e Caradonna

«Il lungolago può essere pedonalizzato solo realizzando un tunnel sublacuale lungo il quale deviare il traffico. Diversamente sarebbe il caos».
È perentorio il giudizio di Paolo Frisoni e Fulvio Caradonna, due ex assessori che per anni si sono occupati di viabilità nel capoluogo lariano.
L’idea del sindaco Mario Lucini di togliere le auto dal lungolago, a loro dire, è attualmente irrealizzabile.
«È sempre stato il sogno nel cassetto di tutti – esordisce Frisoni – Già quando

ero in giunta avevamo creato un gruppo di lavoro per studiare questa ipotesi. La realtà è che bisogna permettere la viabilità da qualche altra parte è l’unica soluzione sarebbe un tunnel sotto il lago, almeno per le auto e il traffico leggero. Avevamo preso come modello il parcheggio di Ginevra sotto il lago e avevamo fatto studi approfonditi, ma senza poi farne nulla. In ogni caso, penso che un progetto del genere si sarebbe dovuto quantomeno legare a quello delle paratie».
Senza tunnel, secondo Paolo Frisoni, l’“inventore” del girone, il lungolago pedonale può restare soltanto e unicamente un bel sogno. «Senza un’alternativa questa città si blocca – dice l’ex assessore di palazzo Cernezzi – Un lungolago dove si passeggia senza auto sarebbe ideale, ma non è facile come dirlo. Andrebbe rivista tutta la circolazione. Sono stati fatti esperimenti di chiusura la domenica, ma nei giorni feriali servono valide alternative. L’asse Sant’Agostino-Villa Olmo deve essere conservato».
Anche Fulvio Caradonna, ex assessore ai Lavori pubblici, non ha dubbi: «L’unica soluzione per pedonalizzare il lungolago è il tunnel interrato», afferma. «Tutte le altre alternative – prosegue Caradonna – sarebbero solo peggiorative rispetto all’attuale situazione. L’idea della chiusura al traffico era in funzione del progetto, realizzabile, dell’interramento del traffico, una soluzione complicata ma che si potrebbe fare. Senza tunnel, chiudere il lungolago e spostare il traffico su via Dante o altro porterebbe al caos totale e non avrebbe senso nella situazione già delicata e precaria di Como».
Tra i rappresentanti delle categorie comasche, l’idea lanciata dal sindaco di eliminare il girone e pedonalizzare il lungolago raccoglie qualche consenso, ma sempre accompagnato da perplessità e tanti interrogativi. «Potrebbe anche essere una soluzione, ma dovrebbe essere valutata in un contesto molto più ampio – dice Mario Lavatelli, presidente dell’Associazione Utenti della Strada – Se ben analizzata, potrebbe avere una sua utilità ma detta così, come una boutade, mi sembra un’altra previsione disarticolata da uno studio complessivo della viabilità. Manca un progetto generale. Per quanto riguarda il girone poi, è stato ideato con criteri di razionalità che valgono tuttora e così, a caldo, l’idea di eliminarlo non mi convince affatto».
Solo una cauta apertura anche dal presidente di Confcommercio Giansilvio Primavesi.
«Detta così l’idea non mi darebbe fastidio – afferma – anzi, forse potrebbe anche portare qualche miglioria, ma occorre fare una valutazione attenta e accertare che questo non creai scompensi maggiori in altre zone. Se ci fosse un metodo e una soluzione giusta potrebbe essere un bel progetto, ma attenzione che non crei disagi. Di questo passo aumentando via via la pedonalizzazione ci faranno lasciare le macchine a Camerlata».
Il vice-presidente dei tassisti di Cna, Daniele Aquilini, appoggia l’idea di un lungolago senza auto. «Sarebbe una scelta politica coraggiosa – dice – soprattutto in una città a vocazione turistica. Certo, si dovrebbe valutare bene. Per quanto riguarda il girone poi credo che sia una scelta da non buttare a mare. Penso sia stata una scelta corretta. Piuttosto, a creare problemi è l’effetto a fisarmonica creato dai passaggi a livello e dagli attraversamenti pedonali di viale Lecco».

Anna Campaniello

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