«Per posare i panconi anti-lago serviranno 52 operai per 16 ore. Spesa da 14mila euro a volta»

Le 695 barriere di metallo saranno stoccate in via Bixio
Non era difficile, lunedì sera in consiglio comunale, volare con la fantasia alla futura posa dei cosiddetti panconi antiesondazione in caso di fuoriuscita imminente del Lario. Le parole utilizzate dall’ingegnere comunale Antonio Viola, anche direttore dei lavori del cantiere, hanno reso bene l’idea dell’immensa mole di lavoro che servirà quando piazza Cavour tornerà ad essere minacciata. E pensare che un tempo – quando il progetto era quello originario firmato dal trio Majone-Conti-Terragni

– la difesa dalla città era affidata a un sistema di paratie automatico comandate a distanza. Ora, invece, il maxi-progetto – dopo le traversìe legate al caso del muro – è stato derubricato a un più elementare sistema di difesa basato sulla posa manuale di panconi metallici lungo tutta la futura passeggiata. Ma in pochi, probabilmente, erano a conoscenza dei numeri svelati in aula da Viola due sere fa.
Prima novità: panconi da impilare uno sull’altro (al massimo 3) sono ben più di quanto previsto. «Saranno 695 – ha detto Viola – divisi in tipologie differenti. La diversità tra l’uno e l’altro si spiega con la differenza di lunghezza per la presenza di moli, scale, parti arrotondate per le quali i panconi devono dunque essere adeguati». Due tipologie di base, però, sono stata delineate: «La maggior parte sarà lunga 298 centimetri e peserà 46 kg per un’altezza di 40 centimetri. Altri saranno alti 26 centimetri e peseranno 36 chili».
Il direttore dei lavori delle paratie ha poi spiegate che per l’installazione dei panconi sono previste 3 fasi diverse.
«La fase 1, con la posa soltanto della prima fila di panconi, quella a terra – ha spiegato Antonio Viola – scatterà per esondazioni fino quota 199.60. In questo caso occorrono 205 panconi che dovranno essere montati da 5 squadre da 4 operai per un tempo complessivo di 7 ore». Per la fase 2, con il lago che minacci più seriamente di fuoriuscire sulla piazza, serviranno 4 squadre da 4 operai l’una. «In questo caso il tempo necessario sarà di 4 ore».
Infine, la terza e ultima fase – quella forse più disastrosa per la città, con il Lario potenzialmente in grado di superare la soglia di 200,30 metri sul livello del mare, richiederà l’impiego di «4 squadre con 4 operai per 3 ore e mezzo».
Inoltre, alle 14 ore e mezzo complessive necessarie per il montaggio di tutte le 3 file di panconi si dovranno aggiungere altri 120 minuti «per l’approvvigionamento dal magazzino dei materiali necessari a ogni fase». Totale ore, dunque, a quota 16. Uomini necessari per la protezione massima: 52.
Per quanto riguarda i costi, anche su questa voce Viola ha fatto chiarezza definitiva. «La posa costerà 7mila euro, e quando si dovrà smontare la cifra finale sarà il doppio». Ancora ignoti, invece, i costi di manutenzione dei panconi e delle guide che, sul parapetto fronte-lago, dovranno ospitarli. «La manutenzione ai tempi del progetto originario era quantificata in 80 milioni di lire all’anno – ha ricordato Viola – Ora dovremmo essere intorno a quelle cifre, ma potremmo anche spendere meno». Ad oggi, però, una cifra esatta da mettere a bilancio non esiste. Ultimo capitolo: lo stoccaggio dei panconi e il trasporto. «I panconi saranno conservati nel magazzino comunale di via Bixio – ha concluso il diretto dei lavori delle paratie – Da lì, saranno trasportati con un Tir sulla passeggiata, che, quindi, dovrà essere progettata con uno scivolo. Poi mezzi d’opera più piccoli li porteranno nei vari punti per essere montati».

Emanuele Caso

Nella foto:
Nascosto da una fitta boscaglia incolta, il deposito comunale che ospiterà i panconi del lungolago

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