«Perseguitato per 10 centimetri». L’odissea per una insegna esterna

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La burocrazia colpisce ancora
L’odissea di un ristoratore di Breccia per le dimensioni dell’insegna esterna

Questa è una vicenda che difficilmente non rinfocolerà l’astio verso la burocrazia italiana (e comasca in particolare). Una storia – lunga 6 mesi – costellata di minacce di multe, intimazioni e ripetute “visite” della polizia locale (su mandato degli uffici di Palazzo Cernezzi) per quello che – almeno agli occhi dell’amministrazione comunale – appare come uno sgarro inaccettabile: avere un’insegna del proprio ristorante (peraltro ereditata dalla precedente gestione e finora ritenuta regolare)

con una teorica superficie più ampia del consentito per circa 10 centimetri quadrati (immaginate un francobollo appena più grande del normale per avere un’idea delle dimensioni in questione rispetto all’insegna visibile in foto, ndr).
Vittima della situazione è Fabio Crivelli, il gestore del ristorante “La fondue de sans culottes”, aperto a Breccia nel settembre scorso subentrando a un altro locale. Locale che, esattamente come ora, aveva un’insegna (peraltro affacciata in parte sul proprio cortile privato) di forma ellittica.
«Io – spiega Crivelli – mi sono limitato a riverniciare l’insegna, senza modificarne minimamente la forma a ellisse. Poi, una volta fatte tutte le pratiche per aprire il ristorante senza che venisse mossa alcuna obiezione, ho iniziato l’attività». E sono cominciati i problemi.
«Dopo qualche tempo – racconta Crivelli – sono arrivati i vigili per controllare le dimensioni dell’insegna. Mi è stata contestata una superficie esterna superiore di meno di una decina di centimetri rispetto ai limiti di legge. Ma non è stato calcolato che la forma dell’insegna è ellittica e non rettangolare, quindi l’area complessiva doveva essere calcolata in modo particolare».
Questa prima obiezione ha portato a intavolare una sorta di trattativa con gli uffici comunali. Ma non è servito a molto. «Dopo qualche settimana – specifica Crivelli – i vigili sono tornati. E anche se sono stati gentili e mi hanno anche dato alcuni suggerimenti utili, mi hanno contestato ancora le dimensioni della mia insegna». A quel punto, non c’è stato nulla da fare: al ristoratore è arrivata l’intimazione a rimuovere l’insegna oppure a ridimensionarla, altrimenti sarebbero scattati la multa e la rimozione coatta. «Ma questo è accanimento puro, per di più in una città dove il commercio soffre, aprire i locali è un’impresa e la crisi morde tutti – dice sconsolato Crivelli – Io ho persino già fatto preparare quella nuova, spendendo soldi. Ma non ho intenzione di metterla. Tengo quella che ho ereditato e che finora è sempre andata bene al Comune. Non mi piego alla persecuzione».

E.C.

Nella foto:
L’insegna contestata dai vigili al ristoratore di Breccia. Sulla superficie totale, vi sarebbe un’eccedenza di circa 10 centimetri rispetto al consentito. Ma la stessa insegna, fino a quando nello stesso edificio operava un’altra attività, era stata ritenuta regolare (Mv)

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