«Pitonesse e falchi fanno vincere Letta»

altLa crisi del Pdl
I commenti degli ex parlamentari del centrodestra

(f.bar.) Chi conosce molto bene le dure leggi della politica è Alessio Butti. Deputato una prima volta dal 1992 al 1994, poi dal 1996 al 2006 e infine senatore dal 2006 al 2013, ha vissuto tutti i momenti decisivi della politica più recente.
Ha visto nascere Forza Italia e ha partecipato alla fondazione del Pdl provenendo dalle file di Alleanza Nazionale. Il 20 dicembre 2012 ha lasciato il Pdl per aderire a Fratelli d’Italia. Come sempre e senza smentirsi, Butti traccia un giudizio impietoso

sul recente voto di fiducia e sulla “capriola” di Silvio Berlusconi.
«Fratelli d’Italia è nato con la certezza che il Pdl sarebbe imploso nel giro di un anno e mezzo. Berlusconi ha anticipato le nostre previsioni – dice – Inoltre, avendolo conosciuto molto bene, posso dire che ha fatto una vera figuraccia». L’affondo è ancora più duro. «I cosiddetti falchi lo hanno messo in un angolo. E poi ci sono i traditori e le pitonesse varie che se ne fregano di Berlusconi e pensano esclusivamente alla loro salvezza».
Ma è un altro, secondo l’ex parlamentare comasco, l’aspetto ancor più irritante. «Il fatto più incredibile è che gli strateghi di Berlusconi, gli Adenauer del Pdl, sono riusciti in un’impresa impossibile: creare un mostro. Sono riusciti a trasformare Enrico Letta da semplice ragazzotto toscano in un volto popolare e apprezzato. Hanno creato un leader del centrosinistra difficile, in futuro, da battere».
Nel lontano 1994, quando nasceva l’avventura di Forza Italia, c’era anche un altro volto noto al fianco di Silvio Berlusconi. Si tratta di Alberto Cova, originario di Inverigo, campione olimpico dei 10mila metri piani ai Giochi di Los Angeles. Candidato alla Camera nel collegio di Olgiate Comasco in quota Forza Italia, venne eletto con il 61,9% dei voti. Ricandidato nel 1996, non riuscì però a passare.
«Da spettatore quale ormai sono tornato a essere mi è dispiaciuto vedere quanto accaduto. Da elettore di centrodestra mi sono sentito vicino al presidente nel suo momento di difficoltà. Anche se, alla fine, mi ha fatto piacere il suo appoggio al governo Letta. Lo auspicavo per il bene del Paese. Personalmente, ho vissuto la prima Forza Italia, quella pura e per certi versi anche goliardica. Ormai non è più così da tempo – spiega Cova – Spero che la nuova Forza Italia possa, a prescindere dal nome, riportare a galla i valori delle origini». Ultimo testimone dell’epoca è Gabriele Ostinelli, deputato leghista nell’11esima e 12esima legislatura (ovvero dal 1992 al 1996) e in passato anche consigliere a Como. «Personalmente posso dire che simili operazioni, tipo obbligare i ministri alle dimissioni non funzionano. Quanto accaduto in Senato è la conferma di un fatto incontrovertibile – dice Ostinelli – Silvio Berlusconi non è più determinante».

Nella foto:
Silvio Berlusconi in un comizio tenuto in piazza Duomo a Como. Il leader del Pdl ha perso l’altroieri la battaglia in Senato per mandare a casa il governo presieduto da Enrico Letta

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