«Poche luminarie? Per tanti commercianti 100 euro sono troppi»

La città al buio
Primavesi difende chi non ha speso: «C’è crisi». Sosio attacca: «La cifra era abbordabile»

L’anno scorso le luminarie natalizie vennero pesantemente criticate.
Due i motivi: per il ritardo con il quale furono accese – era l’8 dicembre – e perchè erano oggettivamente scarne, tristi. «Sembravano luci degne di un paesaggio della Germania dell’Est», dice il capogruppo del Pdl, Claudio Corengia. Questo’anno, invece, è scoppiata la polemica per la loro assenza da gran parte delle vie cittadine. Soltanto in 14 strade su 35, come ufficializzato da Palazzo Cernezzi, verranno accesi

gli addobbi natalizi. Le vie dello shopping rimarranno, in gran parte, al buio. «Ogni anno si ripete la stessa storia. È un film già visto – dice il capogruppo della Lega Nord in Comune, Giampiero Ajani – Allora mi chiedo: perché, invece, di parlarne soltanto pochi giorni prima non ci troviamo per tempo e pianifichiamo un progetto condiviso e appetibile? Partiamo a giugno e creiamo un percorso unitario». Un atto d’accusa che non risparmia nessuno. «Certo è che se anche le luminarie rappresentano un problema, non mi stupisco dell’attuale situazione di confusione su molti temi. A partire dalle paratie», aggiunge Ajani.
Il Comune metterà a disposizione per l’operazione 15mila euro, somma utilizzata per garantire il pagamento della corrente. Mentre la Camera di Commercio cittadina ha stanziato 5mila euro per illuminare Porta Torre.
Oltre, naturalmente, alla quota di 80 euro versata dai negozianti che hanno deciso di aderire. «L’assessorato competente non ha saputo creare il giusto richiamo intorno al progetto – dice il capogruppo del Pdl a Palazzo Cernezzi, Claudio Corengia – Bisognava lavorare con maggior scrupolo. Soprattutto pensando a quanto fatto l’anno passato, ci si doveva attivare prima. Forse molti negozianti, avendo in mente la bruttura delle luci usate nel 2010, hanno preferito defilarsi».
Voci critiche dunque che però vengono giudicate diversamente dall’assessore interessato. «Abbiamo cominciato per tempo a mandare gli steward incaricati di raccogliere le adesioni – dice l’assessore al Commercio, Etta Sosio – Il risultato però è proporzionale all’investimento fatto. Inoltre i 100 euro comprensivi di Iva richiesti ai commercianti non mi sono sembrati, francamente, una somma eccessiva, considerando come il Natale da sempre rappresenti uno dei periodi migliori per gli affari».
Traducendo: si è fatto ciò che si poteva. L’assessore, alla fine, lancia poi la stoccata. «È stato un compito così difficile anche per un’altra ragione. In molti casi abbiamo registrato la mancanza di solidarietà e di complicità tra i negozianti di una stessa via. Accadeva che alcuni volessero partecipare ma alla fine non si raggiungeva la quota stabilita». Un insieme di fattori che renderà meno natalizia l’intera città.
«Anche in questo caso siamo di fronte a un fatto evidente, non esiste alcuna capacità del Comune di interagire con il mondo esterno – dice il capogruppo del Pd in Comune, Mario Lucini – Un atteggiamento già sperimentato svariate volte». Ma non è tutto. «Evidentemente non funzionano le relazioni tra il palazzo e la città», conclude Lucini. Diverse le considerazioni del presidente di Confcommercio. «Ha influito la crisi. Molti commercianti non se la sono sentita di investire questa somma, per piccola che sia – dice il numero uno di via Ballarini, Giansilvio Primavesi – Comunque le vie più importanti saranno illuminate. Nel complesso, visti i tempi che corrono, si potrebbe vedere il bicchiere mezzo pieno e sottolineare il fatto che metà città verrà illuminata». A margine una nota polemica. «Grazie al mio intervento siamo riusciti a raggiungere un numero minimo di adesioni dei negozianti – dice il consigliere comunale del Pdl, Giovanni Acelti – L’assessore Sosio e il dirigente si sono dimostrati inadatti a questo compito».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Un esempio del recente passato delle luminarie nel centro di Como. Quest’anno molte vie resteranno senza decori

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