«Pozzi spacca il Pdl per una guerra di potere»

Verso il congresso – Il consigliere regionale, intanto, ha visto confermata in Appello la validità della sua elezione
Lettera dell’ex fedelissima Paola Sala: «Molti pronti a lasciare il partito»
L’improvvisa alleanza tra i due ex arcinemici Giorgio Pozzi e Gianluca Rinaldin comincia a far sentire i suoi effetti nel Pdl. Questo, almeno, fa intuire il documento diffuso ieri dalla consigliera provinciale del partito e coordinatrice del Pdl a Cantù, Paola Sala. Il cui messaggio è facilmente sintetizzabile: «La scelta di Pozzi di allearsi con il suo storico avversario pur di vincere il congresso di novembre rischia di distruggere il Pdl lariano».
Punto di vista di una singola persona, quindi non generalizzabile.

Ma è indubbio che si tratti di un’angolazione interessante poiché, come scrive la stessa Sala, «nel 2009 ho sostenuto Giorgio Pozzi per il rinnovo del consiglio regionale». Dopo aver sottolineato che l’elezione di Pozzi e di Rinaldin al Pirellone, l’anno scorso, «è positiva e dimostra che il coordinamento provinciale ha lavorato bene». Ma qui, secondo la Sala, iniziano i problemi: «Leggo sui quotidiani locali che Giorgio Pozzi vorrebbe candidarsi a ruolo di coordinatore provinciale del Pdl. Premesso che in un partito libero, tutti possono ambire a un ruolo, ciò che non comprendo sono le motivazioni, la tempistica e la caccia alle tessere che immancabilmente deciderà le sorti “della guerra”». A detta della consigliera provinciale (schierata con l’attuale coordinatore, il senatore Alessio Butti) «non bisogna far finta di non sapere che l’unico obiettivo da qui al congresso sarà il tesseramento e non sicuramente le idee».
Il problema è che «la guerra continuerà anche dopo il congresso con una unica conseguenza: la fine del Pdl nel Comasco in termini di consenso». Parole non attenuate dalla convinzione «che Giorgio Pozzi possa fare molto per il territorio comasco, ma nel suo ruolo di presidente della Commissione territorio in Regione», «senza spaccare per l’ennesima volta il partito, poiché questo non gioverà a nessuno e perché non è il momento giusto. Abbiamo bisogno di continuità e di unità». Al termine del lungo documento diffuso ieri, la Sala si rivolge direttamente a Pozzi: «Chiedo a Giorgio, che mi conosce bene, di riflettere prima di mettere in atto un’altra inutile guerra di potere che avrà quale conseguenza l’uscita dal partito di persone capaci che si impegnano. Siamo tutti sostituibili, ma importerà la scontata perdita di molti elettori, fatto che dovrebbe essere al centro dei pensieri di un politico».
IL RICORSO
Nello stesso giorno in cui una sua (ex?) fedelissima chiede un passo indietro per la corsa alla segreteria provinciale, Pozzi ha comunque incassato una buona notizia sul fronte giudiziario. Anche in Appello, infatti, è stato respinto il ricorso contro la sua elezione al Pirellone presentato l’anno scorso da Paola Camillo. Quest’ultima, che venne inserita nella lista Pdl per le elezioni del 2010, conquistò poco più di 300 preferenze personali ma da subito iniziò una lunga battaglia contro l’elezione di Pozzi a causa di una presunta causa di ineleggibilità. Per la seconda volta su due i giudici hanno dato torto alla Camillo.

Emanuele Caso

Nella foto:
Pur avendo sostenuto Pozzi alle elezioni regionali del 2010, Paola Sala ieri ha espresso forti critiche verso il consigliere

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