«Presenteremo la vera storia del Lago di Como»

alt A ottobre la “Settimana del Pianeta Terra”
Il geologo Filippo Camerlenghi: «Nascita legata allo stretto di Gibilterra»
(f.bar.) Fascino e mistero avvolgono da sempre il Lago di Como, che vanta un primato assoluto. Ovvero l’esistenza della grotta più lunga d’Italia. Ben 62 chilometri di cunicoli che solcano e incidono le rocce al di sotto del Pian del Tivano, famoso limite delle glaciazioni lariane. Di questo mondo sotterraneo e della genesi del Lario si parlerà – il 15 ottobre in città – durante uno degli appuntamenti in cartellone per la “Settimana del Pianeta Terra”, evento organizzato, in tutta Italia

, dalla Federazione italiana Scienze della Terra (12-19 ottobre). Una giornata alla scoperta di millenni di storia.
«Più di 6 milioni di anni fa la chiusura dello stretto di Gibilterra, aiutato da altre piccole variazioni climatiche – ha detto Filippo Camerlenghi, geologo, divulgatore scientifico dell’Assoproteus di Como e vicepresidente dell’Associazione italiana guide ambientali escursionistiche – ha portato al prosciugamento del Mediterraneo che ha innescato una profonda erosione di tutti i fiumi che dalle Alpi scendevano nel mare stesso, determinando quelle profondissime forre che poi il tempo e i ghiacciai hanno trasformato nell’attuale Lago di Como».
A vederla così la geologia potrebbe dunque rischiare di togliere magia e mistero a un «lago così bello e attraente. Ma se invece la bellezza fosse proprio quello della storia geologica?», dice Camerlenghi. Durante la Settimana del Pianeta Terra, a Como, grazie a video, animazioni e fotografie satellitari dell’Agenzia Spaziale Europea «racconteremo la vera storia del Lago di Como, il luogo più bello al mondo come è stato definito di recente. Daremo l’opportunità di conoscere le rocce che lo circondano. Illustreremo distanze, forme, proporzioni e conosceremo le rocce che lo circondano», ha proseguito Camerlenghi. Un excursus per cogliere «il nuovo Lago di Como dove il ghiacciaio non è la causa ma un semplice gregario per la sua formazione. Per comprendere inoltre che l’antico Adda un tempo usciva dal Lago di Como, proprio dal ramo comasco».
Saranno dunque offerti i più svariati punti di osservazione per scoprire le bellezze lacustri. «Avete mai visto, ad esempio, il Lago di Como dall’alto dei monti che lo circondano? Sembra un fiordo. Le coste rocciose lo rendono irresistibile». Per informazione e iscrizioni alla giornata di approfondimento, www.settimanaterra.org.

Nella foto:
Una fotografia aerea dell’Isola Comacina

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.