«Primarie utili ma serve anche l’ok degli alleati»

L’intervista – Alessio Butti, coordinatore provinciale del Pdl
Stoccata al sindaco uscente: «Dobbiamo far dimenticare il passato»
Il clima politico nazionale decisamente caldo, il partito entrato in una fase congressuale delicatissima, le elezioni della primavera 2012 che vedranno al voto la città e la provincia di Como (oltre a Cantù ed Erba). Alessio Butti, senatore e coordinatore provinciale del Pdl lariano, vive giorni che definire complicati è forse un eufemismo.
Tuttavia, l’abitudine a navigare in acque agitate, quando non burrascose, permette a Butti di non scomporsi troppo, o quantomeno di non far trasparire

la comprensibile inquietudine per passaggi che si annunciano comunque difficili.
Senatore Butti, primarie sì o primarie no? Il Pdl sembra essersi appassionato a un mantra della sinistra.
«Le primarie rappresentano uno strumento per raggiungere meglio i cittadini ma non sono la panacea di tutti i mali. Non servono a colmare il gap democratico che divide i cittadini dalla politica».
A Como si vota tra pochi mesi. L’assessore alla Cultura di Palazzo Cernezzi, Sergio Gaddi, propone le primarie a novembre.
«Non intendo rispondere a Gaddi. Dico invece che sono stato io stesso a parlare con i vertici del partito per ipotizzare le primarie a Como. Il punto è che non si può immaginare che sia il solo Pdl a convocare le primarie».
Immagina allora primarie di coalizione?
«Certamente. Il dialogo con gli alleati è imprescindibile. E non penso soltanto alla Lega Nord, ma anche alle tante liste civiche che potrebbero riconoscersi nel programma del centrodestra comasco».
Le primarie sono a ridosso di un congresso che si annuncia interessante. Potrebbero sorgere problemi di organizzazione.
«Entro la fine di novembre celebreremo i congressi provinciali in cui avranno diritto di voto tutti gli iscritti. Le primarie sono una cosa completamente diversa. È chiaro che vanno disciplinate bene, devono essere aperte in chi si riconosce nel centrodestra e lo rappresenta».
Sarebbe d’accordo con primarie istituzionalizzate? Con le primarie regolate dalla legge?
«Sì, una regolamentazione per legge servirebbe. Credo che aiuterebbe anche a far crescere la partecipazione della gente».
Sia sincero, le fate o no, queste primarie?
«Se si decide di avviare la procedura delle primarie, le faremo. Nei prossimi giorni porterò l’argomento al coordinamento provinciale. Non lascerò nulla di intentato, anche se chiarisco subito che eventuali primarie non devono essere il trampolino di un singolo. L’obiettivo è indicare una persona che guidi la coalizione aiutandoci a dimenticare il passato».
Cosa fa, prende le distanze dal sindaco Bruni?
«Bruni è in scadenza di mandato e non può ricandidarsi. Noi dobbiamo riabilitare il centrodestra. Sarà un lavoro faticoso. Bisognerà far capire ai cittadini che questa di Como è stata una pessima parentesi ma che non è dipesa dal Pdl, partito che esiste da due anni».
Un po’ troppo comodo, non le sembra? Le sigle sono cambiate ma gli uomini no.
«Ci sono stati errori ma possiamo rimediare. Stiamo lavorando a un programma da tempo, ci siamo confrontati e continuiamo a dialogare con le categorie economiche e il mondo imprenditoriale».

Dario9 Campione

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