«Pronti a lasciare se ci verrà ordinato. Ma dev’esserci una valida alternativa»

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Le reazioni dei militari e dei politici

Come ogni ufficiale che si rispetti, anche il comandante della Guardia di Finanza di Como, il colonnello Marco Pelliccia, interviene in maniera tanto sintetica quanto precisa. «Se ci dovesse venire richiesto di lasciare la nostra sede, eseguiremmo le indicazioni ricevute. Gli ordini vanno rispettati. Però, pretenderemmo, come è naturale che sia, interventi precisi», dice. Per non rimanere nel vago, il colonnello Pelliccia spiega ancor più nel dettaglio il concetto. «Ci dovrà essere presentata

una valida alternativa. Siamo in tanti e qui a Palazzo Terragni siamo organizzati in maniera efficiente. Ci dovranno quindi mettere a disposizione un luogo in grado di accoglierci allo stesso modo».
La richiesta inviata da Palazzo Cernezzi al presidente del Consiglio è però un elemento di assoluta novità. «Quello del trasloco è un tema che più volte è stato al centro di discussioni, anche in passato. Questa volta, però, c’è sicuramente un aspetto nuovo rappresentato proprio dalla lettera ufficiale spedita al presidente del Consiglio – aggiunge sempre il comandante delle fiamme gialle – Inoltre, noi abbiamo tenuto la Casa del Fascio sempre nel migliore dei modi e in perfette condizioni. E chi ci subentrerà dovrà essere all’altezza. Siamo molto affezionati a questo fantastico edificio razionalista. E abbiano eseguito, nel corso degli anni, molti interventi per preservarlo e offrirlo alla città nel suo massimo splendore – insiste l’alto ufficiale della finanza – Dal restauro delle parti interne di vetrocemento, alla liberazione delle vie di fuga dell’acqua. Dal nuovo impianto di riscaldamento, fino a nuovi elementi necessari per la sicurezza. Opere fatte per noi ma che, ovviamente, rappresentano un valore aggiunto anche per l’edificio e per la città di Como».
La notizia della lettera firmata dal sindaco Mario Lucini e dall’assessore Luigi Cavadini viene commentata positivamente da Chiara Braga, parlamentare lariana del Pd.
«La scelta è assolutamente condivisibile. Si è passati da affermazioni di principio, fatte da altre amministrazioni, a una iniziativa ufficiale. Per quanto possibile, la sosterremo. Indica attenzione per la città e la volontà di restituire a Como un pezzo della sua storia e cultura architettonica».
Negativo, invece, il commento di Nicola Molteni, parlamentare della Lega Nord. «Francamente mi sembra un’uscita, seppur legittima, assolutamente fuori tempo – dice – C’era proprio bisogno, in un momento così difficile per gli enti locali, di interessare il presidente Letta su questo tema? C’è il patto di stabilità. Si discute di Imu, bilanci in rosso, paratie. Mi aspettavo che ci si concentrasse su altre emergenze piuttosto che sulla Casa del Fascio».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Le auto della guardia di finanza nel piazzale antistante lo storico edificio

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