«Quadro reale. Ma noi restiamo i più radicati»

altBianchi (Lega)

(e.c.) «La vostra cartina riferita al voto per la Camera riflette un quadro reale, ma non nuovo in assoluto. Ma se il Pdl è maggioritario, noi restiamo sempre i più radicati sul territorio». Dario Bianchi, fresco di rielezione al Pirellone sotto le insegne della Lega, non si stupisce di fronte alla sorta di “onda azzurra” che copre ampiamente la sponda occidentale del Lario. «Anche in passato il Pdl ha preso più voti di noi in quelle zone – sottolinea – Ciò non toglie che gli scandali interni

e le inchieste ci hanno sicuramente eroso qualcosa in termini di consenso. Bisogna però tenere presente che, per esempio, alle regionali, con la lista civica Maroni Presidente, abbiamo recuperato molti voti che certamente erano nostri». Più che il lago, secondo Bianchi è la città di Como a rimanere il tallone d’Achille del Carroccio. «In città siamo meno radicati – afferma – Forse perché la Como moderata preferisce persino un centrosinistra annacquato come l’attuale piuttosto che una Lega che ha sempre qualcosa di rivoluzionario».
Il modo di recuperare terreno ovunque, ad ogni modo, secondo Bianchi c’è: «Ora che la Lega governa anche la Lombardia, insieme con Veneto e Piemonte, possiamo realizzare la macroregione del Nord e arrivare a mantenere il 75% delle tasse sul territorio. E con la Lombardia guidata da Maroni e un governo centrale debole, questa prospettiva è ancora più realistica».
Ultimo passaggio dedicato al fenomeno Grillo. «Simile alla Lega delle origini? Sotto l’aspetto della protesta, forse sì. Ma noi avevamo anche agli albori un progetto politico per cambiare lo Stato. I grillini, invece, assolutamente no».

Nella foto:
Dario Bianchi

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