«Quali idee per il futuro di Villa Olmo?»

altIl progetto di riqualificazione
Butti interroga gli assessori al Patrimonio e alla Cultura

(m.d.) Che cosa fare di Villa Olmo una volta rimessa a nuovo grazie ai milioni, ben sette, messi in palio dalla Fondazione Cariplo? Ammesso che quei fondi vengano effettivamente destinati alla storica dimora del capoluogo – il che, per inciso, significherebbe seppellire definitivamente il progetto del campus universitario al San Martino – è la domanda che si è posto il consigliere comunale Marco Butti, esponente di Fratelli d’Italia. Anzi, è la domanda che Butti ha rivolto, nero su bianco, ai

due assessori alla partita, quello al Patrimonio, Marcello Iantorno, e quello alla Cultura, Luigi Cavadini.
Dalle Celebrazioni voltiane del 1899 e del 1927 ai concorsi ippici, dalle mostre d’arte a quelle dedicate all’architettura – fece epoca, nel 1957, l’allestimento “Colore e forme nella casa d’oggi”, durante il quale i fratelli Achille e Pier Giacomo Castiglioni presentarono lo sgabello “Mezzadro”, che divenne ben presto un’icona del design del secondo Novecento – dai concorsi canori alle sfilate di moda, alle esposizioni di auto d’epoca: la dimora neoclassica disegnata da Simone Cantoni porta scritta nel proprio Dna la vocazione a centro culturale ed espositivo di fama internazionale.
Una destinazione che potrebbe ritornare con il progetto di riqualificazione che il Comune di Como ha predisposto per concorrere all’assegnazione di soldi messi a disposizione dalla Fondazione Cariplo.
Un progetto da 7,2 milioni di euro che, oltre alla riqualificazione della Villa, prevede il rilancio del parco storico della prestigiosa dimora con la realizzazione di un orto botanico, la ristrutturazione delle serre comunali, il restauro dei monumenti e la realizzazione di un teatro all’aperto. Un contorno, il parco, che, se vengono a mancare le idee su come riempire e dare vita al contenitore principale – la Villa – rischia di avere il sopravvento sull’edificio neoclassico. Con il risultato di avere alla fine un gran bel parco al servizio dei comaschi e dei turisti, senza però riuscire a sfruttare gli spazi espositivi della villa.
Ma torniamo alla richiesta di informazioni inviata dal consigliere Butti ai due assessori. «Alla luce dei dettagli emersi sul progetto, condiviso peraltro con l’amministrazione provinciale e la Camera di Commercio – ha scritto l’esponente di Fratelli d’Italia – emerge la possibilità che il polo di Villa Olmo possa diventare non solo una dimora da inserire nel circuito delle ville del lago, ma anche un polo museale e una location estremamente interessante per eventi nell’ambito del turismo congressuale».
E proprio per «poter promuovere e valorizzare al massimo questa location», Butti chiede di «sapere se, di pari passo con la stesura del progetto, la giunta, e nello specifico i vostri assessorati, abbiano già ipotizzato un modello di gestione capace di sfruttare al massimo le potenzialità che la nuova location potrà riservare».
Aggiunge Butti: «Considerando i tempi legati alla burocrazia e alle scelte politiche relativamente ad aspetti di questo tipo, auspico che in seno alla giunta sia stato già delineato un percorso virtuoso, sulla scia di quanto adottato anche in altre realtà italiane nella gestione di patrimonio artistici e culturali di pregio».
Sul futuro del complesso di Villa Olmo, sempre nell’ipotesi che il progetto ottenga i finanziamenti dalla Fondazione Cariplo, l’assessore Iantorno preferisce non sbilanciarsi.
«È evidente che qualunque decisione verrà presa sarà assolutamente coerente con l’importanza storico-paesaggistica della dimora – si limita a dire il responsabile del Patrimonio comunale – Ma su questo tema non voglio anticipare nulla. Si tratta infatti di scelte delicate e complesse, che scaturiranno dalle decisioni che prenderemo insieme, in giunta, a partire dal contributo degli assessorati competenti».
Per quanto riguarda invece le porzioni del complesso di competenza dell’assessorato al Patrimonio, Iantorno non si tira indietro. «I locali del ristorante-bar li daremo in concessione a un nuovo gestore tramite gara pubblica – spiega l’assessore – Siccome vanno risistemati, nel bando prevederemo che il concessionario possa metterli a norma scomputando poi le spese sostenute dagli oneri della concessione. Anche la casa del custode necessita di interventi di messa a norma per poter essere riutilizzata al più presto, perché a Villa Olmo occorre la presenza di un custode. Infine, per la palazzina utilizzata per qualche lustro dall’Autunno Musicale siamo in attesa che i responsabili dell’associazione saldino i debiti accumulati e vengano a liberare il magazzino».

Nella foto:
Nei decenni passati la dimora neoclassica disegnata da Simone Cantoni ospitò concorsi ippici e canori, mostre d’arte e di architettura, sfilate di moda ed esposizioni di auto d’epoca. Fu, insomma, il motore culturale del capoluogo

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