«Quell’uomo è sbucato dal nulla e mi ha afferrato alla gola»

Paura sui binari – La donna è stata assalita nella notte tra giovedì e venerdì all’altezza della stazione di Carimate: «Minuti durati un’eternità»
La 29enne di Cernobbio rapinata sul treno Milano-Chiasso racconta la propria drammatica esperienza
«Non mi sono accorta di nulla. Quell’uomo è sbucato dal nulla. Ho sentito una mano alla gola, non ho fatto in tempo a girarmi e ho visto anche il coltello. Sono stata per diversi minuti in balìa del rapinatore, è stato un incubo».
È ancora sotto shock la ragazza straniera, 29 anni, che risiede a Cernobbio con il marito. La sua è una testimonianza sconcertante su quanto sta avvenendo sul treno della tratta Milano-Chiasso in partenza dal capoluogo meneghino alle 0.39. La sua aggressione è avvenuta nella notte tra
giovedì e venerdì. «Quel treno non l’avevo mai preso – dice la donna – Era la prima volta che facevo così tardi in compagnia di amici. Sono arrivata in stazione di corsa e sono salita sulle ultime carrozze giusto in tempo prima che il treno partisse. Non ero da sola. Nel vagone c’erano altre due persone che sono scese a Desio». La Polizia ferroviaria consiglia però, soprattutto a tarda ora, di non rimanere in coda al treno e di avvicinarsi il più possibile alla locomotiva dove di solito c’è il capotreno. «È vero, ma non me la sono sentita di percorrere tutti i vagoni proprio per paura di incontrare qualche malintenzionato. E non mi andava nemmeno di scendere dal treno in stazione per paura che il convoglio potesse ripartire lasciandomi a terra. Così sono rimasta nel mio vagone. Prendo il treno tutti i giorni per andare e tornare dal lavoro, non avrei mai pensato che potesse capitarmi una cosa del genere».
Poi cosa è accaduto?
«Davo le spalle alla porta di uscita del vagone. Non ho sentito nulla, né la porta dello scompartimento che si apriva, né altri rumori. Pochi minuti prima di Carimate, una mano mi ha preso alla gola e mi ha puntato il coltello addosso. Lui era dietro di me, l’ho visto solo di profilo. Mi ha detto di dargli quanto avevo. Ha preso il cellulare, poi i contanti e ha guardato se portavo braccialetti o collane».
Quanto è durata l’aggressione? «Minuti lunghi, che sembravano un’eternità, in cui sono rimasta in balìa di quell’uomo. Dai lineamenti e dal modo di parlare mi sembrava uno straniero dell’Est. Io ero sotto shock, non mi era mai capitata una cosa del genere. Poi all’improvviso si è messo a correre ed è sceso dal treno che nel frattempo si era fermato alla stazione di Carimate».
La donna, d’istinto, si è messa a inseguirlo. «Sono scesa e ho iniziato a gridare. Lui si è allontanato lungo i binari. Non ho avuto l’impressione che fosse atteso da un complice».
La 29enne ha dovuto farsi medicare anche dal pronto soccorso del Valduce. «Quando mi ha puntato il coltello alla gola, con un gesto istintivo ho cercato di allontanare la lama e mi sono ferita alla mano destra».
Ripensando a quanto accaduto, c’è qualche particolare che le torna in mente. «Non so davvero cosa pensare. Non ho visto salire sul treno quell’uomo, e non l’ho nemmeno sentito arrivare. È sbucato dal nulla, all’improvviso. C’è solo una cosa che non mi torna: quando ho preso posto sul vagone, le due persone poi scese a Desio, che non avevo mai visto né conosciuto, mi hanno chiesto dove fossi diretta e io ho risposto a Como. Poi non mi hanno più parlato. Sono passate un po’ di ore ma la paura c’è ancora – conclude la 29enne – Era la prima volta che salivo su quel maledetto treno. Mai avrei pensato che avrebbe potuto capitarmi una cosa del genere».

Mauro Peverelli

Nella foto:
Una carrozza semideserta “del treno delle rapine” che parte alle 0.39 dalla Stazione Centrale di Milano diretto a Chiasso. L’ultimo utile per rientrare nel Comasco dal capoluogo lombardo (Fkd)

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