Cia: «Questione di rispetto: se segno, non esulto»

Calcio – Michael Cia, fantasista del Como, domenica affronta il Sud Tirol, la squadra della sua terra, in cui è cresciuto come giocatore
Domenica prossima sarà la sua partita. Una gara particolare per Michael Cia, giocatore del Como, altoatesino di origine, che per la prima volta affronta da avversario il Sud Tirol, la formazione in cui è cresciuto. E in tribuna ci saranno anche i suoi amici e parenti.
Meglio dunque togliersi subito il dente e passare alla classica domanda in questi casi. Cosa succede se Cia segna? «Non esulterò – ammette – come forma di rispetto per la società in cui ho mosso i primi passi e in cui ho
ancora tanti amici».
«Sicuramente per noi non sarà una gara facile – ammette la mezzala – perché l’Alto Adige è in un buon momento di forma e alle spalle c’è una società che sta lavorando con un progetto solido».
Un po’ come succede al Como, il club in cui Michael è arrivato in chiusura di mercato, negli ultimi minuti. Il giocatore ammette: «Dico la verità. La mia aspettativa era di andare in serie B. E nei primi giorni ero un po’ deluso. Poi, però, vivendo questa realtà, ho trovato subito grandi motivazioni e mi sono ritrovato al 100%, anche grazie alle parole dei dirigenti, che mi hanno trasmesso tutto il loro entusiasmo. Insomma… se devo meritare la serie B, la dimostrazione deve arrivare sul campo e quella che mi è stata offerta è una grande opportunità in una società blasonata e importante».
Michael Cia è di origine sudtirolese e, alla vigilia della gara con la squadra di calcio più importante della sua terra, è curioso sapere come sia arrivato al calcio, visto che in Alto Adige ci sono altri sport ben più popolari. «Da piccolo, infatti, giocavo a hockey su ghiaccio nella squadra dell’Ora, oltre che a calcio – ammette – e a pochi minuti da casa mia c’è il palazzetto dove disputa gli incontri l’Egna. Ma a un certo punto non potevo più andare avanti ad allenarmi in due sport e ho scelto il calcio».
Però la passione per l’hockey su ghiaccio è rimasta: «Sicuramente – risponde Michael – Posso raccontare che lo scorso fine settimana sono arrivati da Montagna alcuni miei amici che sabato sera, prima di venire a vedere Como-Pavia, sono andati alla Resega a vedere la partita dell’Hockey Lugano. Anche a me piacerebbe andare, prima o poi, l’ho chiesto ai miei compagni del Como, ma nessuno, a dire il vero, si è detto interessato».
«Ma con il blocco del campionato nordamericano, che ho sempre seguito – aggiunge Cia – molti giocatori fortissimi sono arrivati proprio in Svizzera. Per questo presto conto di andare alla Resega a seguire qualche partita di alto livello».
E da altoatesino – quindi di una zona, inutile negarlo, particolare per il nostro Paese – come si trova Michael a Como? «Sicuramente bene – dice – Anche se la carriera di calciatore comporta tanti sacrifici. Me ne sono reso conto quando sono andato via da casa e comunque non potevo più incontrare i miei familiari, gli amici di sempre. Cambia tutto, insomma. Ma è ovvio che non posso comunque lamentarmi perché fare il giocatore mi piace, ci mancherebbe altro».

Massimo Moscardi

Nella foto:
Una sfida tra Como e Sud Tirol-Alto Adige del passato: domenica le due squadre si affrontano alle 14.30 a Bolzano

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