«Qui si nascondono anche i latitanti. E con pochi voti si guida un Comune»

altSicurezza e società
Il magistrato antimafia Anna Canepa ha incontrato gli studenti
(f.bar.) Riconoscere i segnali lanciati dal territorio, saper leggere e interpretare i sintomi del contagio imminente se non già avvenuto. È sicuramente questa una delle operazioni più complesse che gli inquirenti si trovano a dover compiere. Soprattutto al Nord, nel nostro territorio, dove la criminalità organizzata – si chiami essa n’drangheta o mafia – agisce in maniera più paludata, ma continua a prosperare da decenni.
«Basta meravigliarsi quando si viene a sapere che in paesi come

Cermenate o Fino Mornasco sono state individuate altre due “locali” della ’ndrangheta. Queste zone sono decisive per la malavita. La criminalità lavora per conquistarle – ha spiegato il sostituto procuratore nazionale antimafia Anna Canepa ieri a Como per un incontro con gli studenti delle scuole superiori – E soprattutto la lotta alla criminalità organizzata non va affrontata come se si trattasse di un’emergenza. Finché la si considera qualcosa di eccezionale e non la si pensa come qualcosa di interno alla società, se ne esce sconfitti. È necessario un impegno coeso e uno spirito politico, etico e di coscienza che ci deve unire».
L’accorato appello del sostituto procuratore ha colpito i numerosi ragazzi che hanno partecipato, ieri mattina al Politecnico, alla Giornata della Legalità, promosso dalla Rete Generale delle Scuole della provincia e dall’assessore alla Legalità di Palazzo Cernezzi, Marcelo Iantorno. Il monito è chiaro e tornando a parlare degli allarmi da intercettare «è fondamentale prestare la massima attenzione a fatti magari insignificanti. Un incendio, o un danneggiamento in un cantiere di per sé non fanno notizia, ma se si succedono – dice la Canepa – Possono voler dire che la criminalità organizzata si sta infiltrando in un territorio».
Un altro esempio riguarda la presenza di latitanti, fatto che «potrebbe evidenziare l’esistenza di una rete criminale capace di nascondere il malvivente. Ormai diventa quasi più difficile, per tutti questi motivi, indagare e processare al Nord piuttosto che al Sud».
Una realtà quella comasca «allettante anche perché al confine con la Svizzera, luogo dove far confluire il denaro. Chi governa queste zone deve esserne al corrente. La criminalità cerca di contaminare l’economia lecita».
E nuovamente viene ribadito un concetto. «Nessun territorio è immune, la mafia è invisibile ma c’è. Basta pensare all’operazione “Insubria” che ha ribadito come la presenza della criminalità sia di vecchia data. Anche al Nord si mantengono rituali arcaici, come il giuramento registrato dagli inquirenti per assumere il grado di Santa, che consente, ad esempio, all’affiliato anche di iniziare a operare nell’economia locale».
«A volte bastano poche centinaia di voti per conquistare un Comune. E spesso è più utile corrompere chi opera nei settori tecnici, chi ha la capacità di concedere autorizzazioni piuttosto che il politico noto. A nessuno di noi viene chiesto di fare l’eroe, ma di compiere piccoli gesti quotidiani. Non andate a chiedere favori, raccomandazioni, o altro. Sono spesso l’anticamera dell’illegalità».

Nella foto:
La platea gremita nell’aula magna del Politecnico di Como per l’incontro con il magistrato antimafia Anna Canepa (Fkd)

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