«Ridate ai cittadini il galoppatoio di Villa Erba»

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Il comitato civico torna alla carica
Il sindaco Paolo Furgoni: «Lavoro a una soluzione che valorizzi le aree verdi»

C’è un grande prato verde dove (una volta) giocavano i ragazzi. Un prato che, adesso, è inaccessibile.
La citazione di Gianni Morandi è volutamente evocativa. Perché la vicenda del galoppatoio di Villa Erba poco o nulla ha a che fare con gli amori adolescenziali cantati dal popolare vocalist di Monghidoro. È, piuttosto, una classica storia a metà tra le incertezze della burocrazia e i desideri dei cittadini. Il grande prato verde di Cernobbio, meta per molti anni di migliaia di persone

e luogo in cui venivano organizzati anche grandissimi eventi, è off limit.
La società di gestione di Villa Erba, che in forza di una convenzione ha il potere di decidere l’uso del parco e del galoppatoio, ha scelto negli ultimi tempi di non aprire al pubblico – se non sporadicamente – la grande area verde affacciata sul primo bacino del Lago. Il comitato civico “Villa Erba aperta, ultima spiaggia” ha raccolto nel 2012 oltre 3mila firme a sostegno della propria ragione sociale. Appunto: aprire il parco e il galoppatoio, renderli fruibili.
L’esito della petizione è stato, però, sconfortante.
Nonostante ciò, dalle parti di Cernobbio nessuno sembra intenzionato ad arrendersi. Renato Oldrini De Col e Felice Bianchi, rappresentanti del comitato civico, tornano alla carica. E chiedono, questa volta con il concorso della stampa, che sia rivisto il meccanismo «grazie al quale oggi il parco e il galoppatoio sono sostanzialmente nelle mani esclusive di Villa Erba Spa». Oldrini e Bianchi riconoscono «i diritti della società di gestione che derivano dalla convenzione». Tuttavia, premono affinché «gli enti locali proprietari di Villa Erba agiscano per favorire l’apertura delle aree verdi. In particolare il galoppatoio – dice Oldrini – è un “polmone” importantissimo non soltanto per i cernobbiesi, ma per tutto il primo bacino. È assurdo che oggi venga utilizzato soltanto come parcheggio in occasione di alcuni grandi eventi del centro espositivo. Noi pensiamo che sia giusto riappropriarsi del prato, che peraltro è sempre stato utilizzato dai cittadini senza che nulla accadesse». La precisazione di Oldrini è legata a uno dei motivi che stanno alla base di un uso limitato del parco e del galoppatoio, ovvero la necessità di garantire maggiore sicurezza al complesso del polo espositivo cernobbiese.
L’uso pubblico del verde di Villa Erba è un tema affrontato anche dal sindaco di Cernobbio, Paolo Furgoni, il quale ben conosce le istanze del comitato civico.
«La convenzione in atto prevede che Villa Erba spa gestisca il compendio e possa decidere come utilizzare gli spazi, compresi il parco e il galoppatoio. In realtà, la stessa convenzione sancisce la funzione pubblica del galoppatoio, ma rimanda a un regolamento che non è mai stato approvato».
Furgoni si dice comunque «convinto che il parco e il galoppatoio debbano essere aperti, seppure in accordo con Villa Erba. Questo era e resta il nostro obiettivo. Sto pure verificando la disponibilità degli altri proprietari per lavorare in questa direzione, oltre che sulla riqualificazione delle aree verdi di Villa Erba».

Nella foto:
L’ingresso del galoppatoio di Villa Erba, lungo la Regina, all’altezza della rotatoria che porta a Cernobbio

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