L’assessore: «Rifarei ogni cosa. E non mi dimetto»

alt La posizione di assessore e sindaco

(f.bar.) «Non mi dimetto. La mostra la rifarei nello stesso identico modo. Non sono stati commessi errori gravi». L’intervista a Luigi Cavadini, assessore alla Cultura di Como, potrebbe concludersi così. A poche ore dalla chiusura dell’esposizione La Città Nuova. Oltre Sant’Elia. Cento anni di visioni urbane, il curatore dell’evento – il primo della giunta di Mario Lucini – sembra essere imperturbabile. Non lo hanno scalfito i 16.957 biglietti strappati in 113 giorni di apertura né i confronti, inevitabili, con

il passato. E neanche pare allarmato dal buco che si sta profilando: 200mila euro. «È una cifra plausibile. Valuteremo nei prossimi giorni in dettaglio le somme esatte, ma si può ipotizzare che questa sia la realtà».
Nessun rimpianto e nessun dietrofront. «Lo ripeto: non mi pento delle scelte. Anche se i biglietti venduti non sono stati tantissimi». La previsione dello stesso Cavadini era stata di 50mila tagliandi. «Il risultato è inferiore alle aspettative, non lo nascondo. Anche se l’ultimo giorno di apertura è stato degno di un grandissimo evento con 460 ingressi», dice l’assessore.
«Grandi errori non ne sono stati commessi. Magari qualcosa andrà rivisto in futuro, ma non mi pento, rifarei tutto dall’inizio. Il progetto triennale che sta alla base di questa prima mostra va avanti senza indugi, la bontà di un’operazione non può essere giudicata da un solo anno. Ribadisco inoltre la qualità delle offerte culturali presentate in questo allestimento. E non ho alcuna intenzione di dimettermi».
La mostra è ormai archiviata, le polemiche no. L’assessore, tuttavia, non se ne cura e insiste nel sottolineare alcuni aspetti positivi. «Innanzitutto mi ha fatto molto piacere vedere la grande risposta delle scuole. Molti istituti hanno già detto di voler organizzare, anche per l’anno prossimo, attività da svolgere con noi. L’elemento più interessante è rappresentato dai numeri registrati dalla Pinacoteca». Con il tagliando per Villa Olmo si poteva visitare anche Palazzo Volpi, dove è stato allestito un percorso in tema con la mostra. «Circa un quarto dei visitatori, ovvero oltre 4.400 persone, sono andati in Pinacoteca – ha detto Cavadini – È un ottimo risultato. Nel solo periodo dell’esposizione abbiamo accolto più persone, in media, che in un anno intero». Notizia sicuramente incoraggiante, ma che stona con i numeri e soprattutto con il buco che «potrebbe effettivamente aggirarsi sui 200mila euro. Il budget di spesa previsto era di 745mila euro», aggiunge Marco Benzoni, direttore di Como Servizi Urbani (Csu), la società partecipata del Comune che cura l’allestimento della mostra.
Ieri mattina anche il sindaco di Como, Mario Lucini, è intervenuto sul tema. «È vero, i numeri sono bassi ma non contano soltanto le cifre. Sono contento per la proposta culturale. Non sarà il risultato di un anno a influire sul mio giudizio, positivo, dell’operato dell’assessore che assolutamente non deve dimettersi. Vorrei anche specificare come l’eventuale “rosso” non avrà alcuna ricaduta sul bilancio del Comune. È tutto compreso nelle valutazioni fatte o che verranno compiute da Csu».
La mostra dei 50 disegni di Antonio Sant’Elia, appartenenti alla collezione civica ed esposti in Pinacoteca, resta aperta fino al 25 agosto. Sempre qui si potranno scoprire le 2 sale permanenti dedicate a Sant’Elia dove sono consultabili digitalmente le collezioni dei disegni possedute dai Musei Civici.

Nella foto:
Luigi Cavadini, assessore alla Cultura

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