«Ripresa di settembre, il settore più a rischio è il metalmeccanico»

alt L’analisi di Cisl e Uil
(f.bar.) Si avvicina il mese di settembre. E più che per la conclusione delle ferie – sono sempre meno quelli che se le sono potute concedere – cresce la preoccupazione per la ripartenza del mondo economico e lavorativo.
«La sensazione che predomina è di paura – esordisce senza nascondere l’inquietudine crescente Salvatore Monteduro, segretario generale lariano della Uil – La realtà non è certamente incoraggiante. Sono sempre di più le imprese in crisi. Il tasso di disoccupazione giovanile è impressionante. Come si può andare avanti se in Italia il 47% dei ragazzi in cerca di occupazione è attualmente a spasso? A Como si parla di un dato che ormai supera il 27%.

Numeri che devono essere ridotti altrimenti il tessuto sociale crollerà». Tutti dunque in attesa di capire cosa «potrà accadere tra poche settimane. Il governo deve lavorare. Deve concentrarsi soprattutto sulla necessità di far crescere la domanda interna. E non con inutili operazioni come gli 80 euro in busta paga concessi da Matteo Renzi. È vero che ultimamente sono arrivati alcuni contratti per i ragazzi ma si tratta di rapporti di lavoro a tempo. Non è così che si fa ripartire il Paese», spiega Monteduro. 

Intanto, nelle ore scorse, sono risuonate le parole non proprio incoraggianti del ministro per l’Economia Pier Carlo Padoan.
«Nel 2014 ci aspettiamo una crescita di molto inferiore rispetto alle previsioni – ha detto il ministro – Stiamo lavorando proprio per fare le riforme e renderle effettive ma ci vorrà tempo». Una situazione rischiosa.
«Ribadisco l’assoluta necessità di intervenire su temi concreti. Inutile, ad esempio, perdersi adesso su argomenti come l’articolo 18. Si deve puntare a far ripartire il mercato interno. A sgravare i lavoratori e i datori dalle mille imposizioni fiscali opprimenti. Si devono inoltre sviluppare e utilizzare al meglio i fondi per la “garanzia giovani”», spiega Monteduro che passa in rassegna alcuni settori. «Il tessile prima dell’estate ha mostrato alcuni timidi segnali di ripresa. Ma solo laddove si punta all’innovazione. Siccome, però, i rapporti internazionali sono sempre più tesi è necessario rinsaldare anche il mercato interno. L’edilizia deve ancora poter contare su incentivi tipo quelli per la ristrutturazione che hanno sostenuto il settore. Sicuramente il comparto che vedo più a rischio è quello metalmeccanico».
Dato, quest’ultimo, confermato anche sul versante Cisl. «È sicuramente questo l’ambito più problematico – interviene il segretario della Cisl dei Due Laghi, Gloria Paolini – I mesi che hanno preceduto il periodo estivo hanno infatti visto diverse realtà in profonda crisi. La riapertura non potrà che essere molto simile alla situazione antecedente». Si spera invece che «comparti come il tessile o il chimico, che prima della pausa estiva avevano mostrato timidi segnali di ripresa, possano ripartire dallo stesso punto. Ora naturalmente dovremo anche vedere e capire come si muoverà il governo su temi fondamentali per il rilancio economico», aggiunge sempre Gloria Paolini. Un’attesa che non può prescindere dall’analisi di alcuni numeri significativi a livello nazionale. Dopo il calo dello 0,1% nel primo trimestre dell’anno, il prodotto interno lordo (Pil) è sceso dello 0,2% tra aprile e giugno. Su base annua, la recessione è dello 0,3%. Un quadro poco incoraggiante.

Nella foto:
Gloria Paolini, segretario della Cisl dei Due Laghi

 

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