Cronaca

«Ristorni dei frontalieri, il regolamento è obsoleto e va rivisto»

Le richieste delle istituzioni ticinesi
(a.cam.) Lo spettro del possibile blocco dei ristorni dei frontalieri aleggia sulla visita del presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano. La necessità di rivedere accordi che risalgono al 1974 sembra ormai improrogabile per gli svizzeri. A dirlo chiaramente, ad esempio, è il sindaco di Lugano Marco Borradori.
«Il problema dei frontalieri scalda gli animi ed è di difficile soluzione – afferma il primo cittadino – Il regolamento sui ristorni è vecchio e obsoleto, è da rivedere.

Il blocco, due anni fa, è servito a smuovere le acque e aprire il dibattito. Non possiamo escludere che il governo decida di riproporre l’iniziativa. Per quanto mi riguarda – aggiunge Borradori – mi auguro che la visita del presidente contribuisca a favorire la regolarizzazione dei rapporti tra Italia e Svizzera. Penso, ad esempio, agli stessi ristorni, circa 55 milioni di franchi che vanno a Roma per poi tornare ai Comuni dopo 3 anni. Dovremmo arrivare a versare direttamente quanto dovuto ai Comuni. Sono piccoli interventi che però possono fare la differenza».
Della necessità di rivedere l’accordo sui ristorni parla anche Laura Sadis, consigliere di Stato del dipartimento di Economia e finanza del Canton Ticino. «Il regolamento è anacronistico e inadeguato alla situazione attuale – sottolinea – Occorre rivedere gli accordi, così come è necessario rivedere la situazione dei frontalieri. In dieci anni il loro numero complessivo è raddoppiato ed è evidente che la crescita non possa continuare a questi ritmi».
Del problema dei lavoratori italiani in Svizzera parla anche il presidente del Consiglio di Stato ticinese, Manuele Bertoli. «Moltissimi italiani vengono a lavorare in Svizzera – dice – Questa è sicuramente un’opportunità, ma crea al tempo stesso fenomeni più complessi che dobbiamo necessariamente gestire insieme. C’è bisogno di parlarsi francamente e di avere davvero la volontà di risolvere assieme i problemi comuni che abbiamo. Mi auguro che l’imminente semestre europeo con la presidenza italiana possa consolidare le basi comuni».
Sulla visita di Giorgio Napolitano in Svizzera è intervenuto anche il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni. «Se la visita del presidente della Repubblica serve a stemperare il clima e a consentire colloqui più proficui, bene – sottolinea il governatore della Lombardia – Ma non è che prima della sua visita non ci fosse nulla. Siamo in contatto quotidiano con il Canton Ticino, perché abbiamo ottimi rapporti di buon vicinato. Ci sono alcune questioni che il governo deve affrontare e risolvere e la Regione Lombardia deve essere coinvolta, soprattutto nella trattativa che riguarda gli accordi bilaterali».
Parole di apprezzamento arrivano anche dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Francesco Dotti. «Bene la visita del presidente Napolitano in Svizzera che sicuramente è servita a conservare solidi rapporti istituzionali – afferma il lariano Dotti – I rapporti con il Canton Ticino non possono fare a meno di due priorità: la tutela dei lavoratori frontalieri e la salvaguardia dei ristorni, fondamentali per i Comuni e le realtà di confine. Due argomenti forti che, al pari dei collegamenti transfrontalieri, monitoriamo costantemente e con grande attenzione».

Nella foto:
Il sindaco di Lugano, Marco Borradori
22 maggio 2014

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