«Salveremo gli edifici sul lungolago ma il rischio per la staticità c’era»

L’ammissione dei super-esperti interpellati dal Comune
Se la rivelazione arriva da due super-esperti del calibro di Lorenzo Jurina, professore di Tecnica delle costruzioni alla facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, e di Giovanni Beretta, docente di Idrologia applicata dell’Università degli Studi di Milano, è ben difficile non considerarla attendibile. E viene spontaneo anche tirare un (mezzo) sospiro di sollievo per uno scenario da brividi fortunatamente evitato.
Tutto questo perché dalle relazioni prodotte per il consiglio comunale

di Como dai due docenti, si evince un dato piuttosto chiaro: senza le misure supplementari di messa in sicurezza del secondo lotto delle paratie (da piazza Cavour fino all’incirca alla darsena), il rischio di cedimenti e potenzialmente di crolli per gli edifici storici affacciati sul lungolago era una realtà. La buona notizia – ribadita degli stessi docenti – è che la seconda fila di palancole inserita nella seconda perizia di variante da 1,9 milioni di euro appena approvata da Comune, Provincia e Regione dovrebbe aver cancellato questo scenario. «Per realizzare la vasca (di trattamento delle acque, ndr) – ha spiegato Beretta – bisogna pompare la falda per abbassare di 5-6 metri il livello. Ma se si fossero realizzate soltanto le palancole in mezzo al lago, la falda si sarebbe abbassata di 2-4 metri anche nella zona degli Hotel Palace e Terminus e del Bar Monti. E, ovviamente, questo avrebbe determinato problemi di staticità agli edifici». Un concetto reso più esplicito da Jurina, il quale ha parlato di «fessure, crepe e altri guai». Problemi grossi, dunque, che però gli accorgimenti supplementari dovrebbero scongiurare.
«La doppia fila di palancole – ha infatti sottolineato Beretta – permetterà di pompare meno acqua (per realizzare la vasca, ndr) e il livello della falda potrà calare di mezzo metro in corrispondenza della vasca e di qualche decina di centimetri verso gli edifici storici da tutelare. Dei quali, peraltro, non abbiamo informazioni precise sullo stato delle fondamenta».
Ultima rassicurazione affidata a Jurina. «Le simulazioni dell’effetto dell’infissione delle palancole verso terra – ha detto – dimostrano che il normale traffico veicolare provoca vibrazioni più ampie e pericolose. Quindi l’infissione delle palancole minimizza i rischi per gli edifici e non crea alcun altro problema».

Emanuele Caso

Nella foto:
In questa immagine, scattata a inizio cantiere per le paratie, si coglie benissimo come funziona l’infissione delle palancole nel fondale del lago

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