Cronaca

«Sarà una legislatura breve.Tosi o Zaia futuri leader. Sfideranno Matteo Renzi»

 

altL’intervista – Nicola Molteni, avvocato e parlamentare della Lega Nord

Legislatura breve: «Non più di un anno». E una certezza: «Il federalismo può rinascere dallo scontro istituzionale tra un governo debole nazionale e governi forti delle Regioni del Nord».
Nicola Molteni è tornato alla Camera dei Deputati per un secondo mandato. Nonostante il calo consistente dei voti al Carroccio, l’avvocato canturino ha trovato un posto sul convoglio diretto a Montecitorio.
«La nostra partita vera si giocava in Regione Lombardia dove abbiamo ottenuto un risultato storico. Per vincere sapevamo di dover stringere un accordo con il Pdl, cosa che avrebbe portato via consenso. Siamo così tornati sui

livelli del 2006 ma complessivamente il risultato lo consideriamo più che soddisfacente».
Torna alla Camera con quale spirito?
«Torno per riprendere il lavoro fatto in questi 5 anni. Dare continuità è il modo migliore per affrontare i problemi, che per il Comasco riguardano i frontalieri, la carta sconto benzina, la Navigazione Laghi, il sistema di compensazioni dei bacini idrici, il lavoro, l’impresa, l’occupazione. I dati della disoccupazione sul Lario sono assolutamente drammatici».
La Lega ha eletto soltanto 18 deputati, teoricamente non potreste nemmeno formare un gruppo. Come pensate di lavorare in questo mandato?
«Sarà fondamentale il rapporto con le Regioni del Nord. Il ruolo dei parlamentari leghisti a Roma sarà di controllo, di garanzia e di stimolo. Garanzia a tutela degli interessi del Nord, garanzia che non vengano drenate ulteriori risorse ai territori lombardi. Stimolo perché federalismo e autonomia possano essere attuati soltanto se vi sarà una forte pressione di un blocco territoriale omogeneo».
Tornate al partito territoriale?
«La conferma che siamo un partito territoriale è valorizzazione della nostra natura. Oggi controlliamo le tre Regioni più importanti del Nord, quelle in cui si produce il 50% del Pil del Paese. Dallo scontro Nord–Roma, dal confronto tra la macroregione e il potere centrale possiamo provare ad avviare il cambiamento, a togliere il federalismo dal congelatore. Il federalismo può essere frutto soltanto di un simile conflitto istituzionale».
Che cosa pensa di Grillo?
«Il Movimento 5 Stelle condensa l’incapacità della politica di dare risposte. Ma c’è una differenza sostanziale con la Lega. Noi siamo nati nelle piazze, Grillo in rete. Noi abbiamo sempre fatto proposte, Grillo si limita alla protesta. Il punto è che chi prende 9 milioni di voti deve governare. Se non sono capaci devono dirlo ai cittadini e agli elettori».
Che legislatura si aspetta?
«Mi aspetto una legislatura breve e complicata. Durerà un anno. Avremo anche un governo nazionale debole contrapposto a un governo territoriale al Nord estremamente forte».
Pensa che l’alleanza con il Pdl possa durare ancora a lungo?
«C’è un programma e un accordo sottoscritto da tutti gli alleati».
C’era un accordo anche prima, ma voi lo avete fatto saltare per aria.
«Lo abbiamo fatto quando la linea è cambiata. Nel momento in cui il Pdl ha fatto cadere il governo tecnico siamo tornati all’alleanza».
Il futuro, in una battuta?
«Dobbiamo trovare subito un’alternativa a Matteo Renzi. Potrebbero essere Flavio Tosi o Luca Zaia, i nostri migliori amministratori».

Nella foto:
Nicola Molteni (a destra) insieme con il sindaco di Verona, Flavio Tosi, durante la campagna elettorale del 2012 a Cantù
3 marzo 2013

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