«SAREBBE UN ERRORE DIRE NO A PRIORI»

Il presidente nazionale del Touring Club
«Abito in zona Navigli a Milano, so bene cosa vuol dire la movida in termini non solo di disturbo alla quiete, ma anche di danneggiamento dell’arredo urbano – dice Roberto Ruozi, presidente del Touring Club Italiano, che ieri a Torno ha riunito i suoi fiduciari lombardi – Tali fenomeni chiedono l’imposizione di regole del gioco precise: il rispetto del decoro è fondamentale. D’altro canto, sarebbe un errore rifiutare a priori queste attività, che esprimono un bisogno di socialità, specie
giovanile. Certo il tutto va gestito, con limitazioni al consumo di alcolici e quant’altro, anche se non è facile».
L’esperienza porta Ruozi a suggerire ai lariani divisi sul tema un principio valido anche per il comparto turistico nel suo complesso e per la filosofia che dovrebbe alimentare un settore così strategico: «Nei limiti in cui fenomeni come la movida possono essere regolati, se ne tragga il giusto beneficio – dice il presidente – Sono di origini piemontesi e quindi portato al pragmatismo: sono le piccole cose che contano nell’ospitalità. Un sorriso non costa nulla, ma può fare molto. I residenti di una città come Como, che secondo i dati di affluenza in nostro possesso è isola felice in un contesto nazionale dai notevoli problemi, dovrebbero interrogarsi su quale atteggiamento mantenere nei confronti degli ospiti: oggi il turista non vuole solo aria buona e luoghi di charme, ma un’accoglienza degna di tale nome. E che si investa in comunicazione e organizzazione di eventi, ad esempio le grandi mostre». Spesso si imputa ai comaschi di non accogliere i turisti con troppo favore anche se sono, con l’aria che tira, manna. Leggenda metropolitana? «Siamo pratici, ripeto: valga il motto “Non mi piace, ma se mi conviene lo faccio».

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