«Scordatevi la cittadella sanitaria»

altL’allarme dell’assessore. La legge di stabilità taglierà 970 milioni di euro a Regione Lombardia. Ben 730 al fondo sanitario regionale. Sicure ricadute sulla riqualificazione del vecchio Sant’Anna
Mantovani: «Ci dobbiamo adeguare alle richieste del Governo»
(f.bar.) La legge di stabilità taglierà 970 milioni di euro a Regione Lombardia. Ben 730 al fondo sanitario regionale.
«In simili condizioni non è possibile neanche parlare di cittadella sanitaria. Se questa sarà la strada intrapresa dal Governo ci dovremo adeguare, ma certamente non tutto potrà esser fatto».

Le parole del vicepresidente di Regione Lombardia nonché assessore alla Sanità, Mario Mantovani regalano l’ennesima puntata – negativa – nell’infinita telenovela della cittadella sanitaria ipotizzata, da anni, nel complesso del vecchio ospedale Sant’Anna. Tra carte, accordi di programma, traslochi, rinvii e opere in parte cominciate, infatti, la trasformazione dell’area di via Napoleona sembra ben lontana dall’imboccare una percorso certo. 

«In questo momento non sono previsti ampliamenti o ristrutturazioni da nessuna parte. L’anno passato abbiamo investito un miliardo di euro in edilizia sanitaria. Con i tagli previsti non può che bloccarsi tutto. Stop a ogni ipotesi di intervento», aggiunge il vice presidente. «Stiamo comunque dibattendo su alcuni punti e siamo sempre in contatto con i consiglieri regionali del territorio. Il tema è sempre monitorato», spiega Mantovani. Doccia ghiacciata a parte, l’assessore Mantovani ieri era in città – accompagnato dal consigliere regionale di Forza Italia, Alessandro Fermi – per visitare, nel piazzale della caserma De Cristoforis, l’ospedale da campo mobile, completo di letti di rianimazione e sala operatoria, capace di gestire in 24 ore circa 50 pazienti in codice giallo o rosso, i massimi livelli di urgenza (struttura visitata sempre ieri anche dal consigliere regionale Daniela Maroni della lista Maroni presidente). Inevitabile parlare con l’assessore dell’emergenza Ebola.
«In Lombardia siamo all’avanguardia e pronti a gestire la situazione. I 4 casi a rischio sono sotto controllo e le persone rigorosamente isolate per evitare che ci possa essere un’eventuale diffusione. Con l’Istituto Sacco di Milano siamo all’avanguardia. Insomma non c’è da avere paura. Nè a Como nè altrove».
Anche se la vicinanza con il confine può suscitare qualche preoccupazione.
«I controlli sono ferrei. Certo Como è una zona di passaggio e potrebbe esserci l’eventualità di qualche ingresso non autorizzato di clandestini», dice Mantovani. Intanto proseguono i controlli, anche negli aeroporti.
«Ho visitato il canale sanitario a Malpensa ed è efficiente al massimo livello. Forse meno Linate. Ho infatti subito chiesto al ministro della Sanità di poter intervenire immediatamente» .
Ultimo tema affrontato, la fecondazione eterologa (che in provincia scatterà eventualmente solo tra qualche tempo) che per il momento prevede i costi a carico del cittadino (varieranno da 600 euro a 3mila euro). «Il ticket ci sarà fino a quando tutto ciò non sarà riconosciuto a livello ministeriale», ha concluso l’assessore Mantovani.

Nella foto:
l’assessore regionale alla Salute Mario Mantovani (Fkd), secondo da sinistra, durante la visita al Posto Medico Avanzato di II livello allestito alla Caserma De Cristoforis. Alla sua sinistra il colonnello Marco Tesolin, Alberto Zoli, direttore generale Areu, Mario Landriscina, responsabile del 118 di Como. Alla sua destra, il consigliere Alessandro Fermi. Nella foto a destra, il vecchio Sant’Anna

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