Cronaca

«Se Sae avesse partecipato alla gara, l’avremmo esclusa»

alt La rivelazione del capo di gabinetto in commissione Cultura
La società che organizzerà la grande mostra non rispettava i requisiti del bando
È quantomeno curiosa la notizia emersa ieri dopo l’audizione in commissione dell’assessore alla Cultura Luigi Cavadini sull’organizzazione della nuova grande mostra che sarà presentata a Villa Olmo in giugno. Su richiesta dei consiglieri di minoranza, che si lamentavano della sua assenza, il capo di gabinetto Valeria Guarisco è stata convocata in aula per chiarire diversi aspetti legati all’assegnazione dell’organizzazione della mostra alla società Sae di Milano.
«Dopo il bando andato

deserto – ha affermato Guarisco – la procedura e le regole di assegnazione diretta sono diverse. Le valutazioni non si basano più sul punteggio, i parametri sono altri. Il progetto di massima è in corso di definizione e Sae ha dimostrato in questa fase di dare garanzie sufficienti rispetto al bando».
Fin qui tutto bene, poi una ammissione che ha lasciato sbigottita una parte della commissione.
«Certo – ha proseguito Guarisco – se Sae avesse partecipato alla prima gara avremmo dovuto escluderla». In questo passaggio, assolutamente non secondario, si consuma un mezzo pasticcio che si nutre di cavilli normativi.
Perché se è vero che l’autocertificazione presentata da Sae ha finora soddisfatto Palazzo Cernezzi, è altrettanto vero che il core business dell’azienda milanese non è certo quello di organizzare mostre, come ha dovuto candidamente ammettere lo stesso Cavadini quando gli è stato chiesto dal consigliere di opposizione Marco Butti (Fratelli d’Italia) per quale motivo Sae non avesse partecipato al bando, ma si fosse fatta viva solo dopo. «Non lo sapevano – ha risposto l’assessore alla Cultura – perché in questo momento la loro attività non è mirata alle mostre. Ma ho potuto comunque constatare che sono persone molto preparate, quindi sono molto soddisfatto».
Non senza una certa ironia, il consigliere di minoranza Anna Veronelli (Forza Italia) ha voluto sottolineare come quest’operazione d’emergenza sia stata baciata da una buona dose di fortuna.
«Sì, è vero, siamo stati fortunati – ha replicato Cavadini – Si era fatto avanti anche un altro soggetto del gruppo Butterfly, una società che si occupa di trasporti d’arte, ma avrebbe partecipato solo alla condizione di non essere messo a confronto con altri eventuali concorrenti. A questo punto, visto che Sae non aveva fatto richieste simili, la scelta è caduta su quest’ultima società».
In virtù di un verbale di consegna definitivo dell’incarico, l’azienda è autorizzata a lavorare alla mostra anche in assenza della firma del contratto che avverrà solo dopo la verifica da parte dell’ufficio legale del Comune di tutta la documentazione presentata. A questo punto si attendono solo i primi passi per la comunicazione del tanto tribolato evento espositivo “Ritratti di città, da Boccioni a De Chirico, da Sironi a Merz”.
«Nelle prossime settimane – ha informato Cavadini – verrà avviata la programmazione pubblicitaria sulla stampa, mentre quella cartellonistica, per volere di Sae, debutterà solo a ridosso dell’inaugurazione».
Alla fine, dall’intera aula della commissione, si è alzata un’affermazione corale: «Speriamo, per la città di Como, che vada tutto bene».

Maurizio Pratelli

Nella foto:
Un’immagine della grande mostra dello scorso anno a Villa Olmo, dedicata a Sant’Elia
9 maggio 2014

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