«Senza i fondi regionali le paratie si bloccano»

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Calvario lungolago
Le indagini della Corte dei Conti hanno congelato i finanziamenti del Pirellone. E Lucini si appella a Maroni

Si annuncia un agosto più che rovente per il cantiere delle paratie. Ed è lo stesso sindaco di Como, Mario Lucini, ad ammettere che queste sono ore di grandi fibrillazioni (e grandi timori) per il destino prossimo della maxi-opera sul lungolago. La realizzazione delle paratie vere e proprie, così come il completamento definitivo della passeggiata, è infatti ripiombata nell’incertezza a dispetto della primavera di speranze appena trascorsa. Il motivo è presto detto e riguarda il doppio filone

di indagine sui cui sta lavorando da tempo la Corte dei Conti. Da un lato, i magistrati contabili stanno indagando sulla possibilità che, finora – tra muri, varianti in corso d’opera, modifiche e imprevisti – il continuo innalzamento dei costi del cantiere possa aver già cagionato un possibile danno erariale di circa 2,8 milioni. Inoltre, la Corte dei Conti – insieme con gli uomini della guardia di finanza – intende vedere chiaro anche sulla effettiva congruità del progetto iniziale della maxiopera lariana. Questo per capire se, ed eventualmente in quale misura, sin dall’inizio vi fossero (o mancassero) opere più o meno essenziali, tali da costringere gli enti pubblici (Comune e Regione) a dover pompare impropriamente fondi nel pozzo nero delle paratie. Proprio per constatare “de visu” lo stato dei luoghi, tra l’altro, all’inizio di luglio magistrati e finanzieri compirono un approfondito sopralluogo sul cantiere arrivando via lago a bordo di una motovedetta delle fiamme gialle.
Da tutte queste indagini, però, è scaturito un nuovo blocco delle procedure fondamentali per riavviare i lavori sul cantiere. Lo spiega lo stesso sindaco di Como, Mario Lucini.
«Purtroppo è così – afferma il primo cittadino – Pochi giorni dopo il sopralluogo della Corte dei Conti e della finanza sul lungolago, era prevista l’approvazione definitiva da parte della Regione della convenzione con cui venivano sbloccati i 5 milioni da destinare al cantiere. Dopo il blitz dei magistrati e della finanza, a Milano è slittato il voto definitivo sul documento e non se ne è più saputo nulla. Ma questa incertezza, per noi, può rappresentare un problema enorme».
Da qui, dunque, i tentativi di Lucini di mettersi in contatto con il presidente della Regione, Roberto Maroni, per avere rassicurazioni sul fatto che il fatidico via libera alla convenzione possa arrivare comunque in tempi brevi. «Entro le prossime 48 ore conto di avere una risposta da Maroni – spiega Lucini – Senza lo stanziamento garantito dal Pirellone, sul quale peraltro avevamo raggiunto un’intesa globale, a settembre ben difficilmente potremmo riallacciare i rapporti con l’azienda che ha vinto l’appalto, la veneziana Sacaim. E senza quel passaggio, il cantiere non riprenderà».
In effetti, se entro settembre il Comune non garantirà i 2,8 milioni promessi a Sacaim per la chiusura dell’accordo bonario, l’azienda potrebbe persino decidere di dichiarare la guerra finale a Palazzo Cernezzi. Magari, abbandonando. Anche perché sono mesi che l’azienda – per quanto assente dal cantiere – non percepisce pagamenti di alcun tipo. «Ora siamo pronti a garantire una piccola tranche di 350mila euro per un avanzamento di cantiere che avevamo in sospeso – conclude Lucini – Ma la vera partita è quella che si giocherà dopo l’estate. Spero che alla prima seduta utile della giunta regionale vengano sbloccati i 5 milioni». I rapporti Lucini-Maroni, finora, sono stati eccellenti. Questo, però, al momento è l’unico appiglio ottimistico in una vicenda che è tornata a tingersi di nero.

E.C.

Nella foto:
Il sopralluogo
All’inizio dello scorso mese di luglio, i magistrati della Corte dei Conti di Milano, a bordo di una motovedetta della guardia di finanza, arrivarono a Como per ispezionare direttamente lo stato dei luoghi del lungolago. L’obiettivo era farsi un’idea più precisa della reale corrispondenza delle opere realizzate con quelle originariamente progettate

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