L’intervista ad Azouz: «Sia chiaro, non voglio dire che Olindo e Rosa siano innocenti»

 

alt«Sto solo aiutando gli avvocati dei coniugi a far riaprire il processo»

(a.cam.) «Le indagini non sono state fatte bene. Per questo ho ancora molti dubbi. Non sto accusando nessuno né dicendo che Rosa e Olindo sono innocenti. Sia chiaro. Sto solo aiutando gli avvocati dei coniugi Romano a far riaprire il processo, in modo che le indagini siano fatte come devono essere fatte. Tutte le persone coinvolte devono essere trattate allo stesso modo. Come siamo stati trattati io e la mia famiglia». Un esempio. «I miei genitori a Zaghouan sono stati intercettati, i Castagna

no – dice il tunisino – Io ero in Tunisia e il mio furgone è stato comunque analizzato. I Castagna sono in Italia e la macchina di mia suocera è stata regalata alla chiesa senza che fosse fatta alcuna verifica. La giustizia deve essere uguale per tutti. La disparità di trattamento mi fa arrabbiare».
Azouz Marzouk lo ripete ormai da anni. Alla fine del processo di primo grado, dopo la condanna dei coniugi Romano, ha detto con convinzione che giustizia era stata fatta. Poi, ha cambiato versione. «Il mio più grande rimpianto è di non aver detto quello che davvero pensavo il giorno della sentenza di primo grado – dice oggi – Sono stato zittito e rimpiango di non aver parlato, di non aver detto la verità. Senza volerlo fare ho aiutato i magistrati a concludere il processo. Non ho fatto a modo mio e di questo sono pentito».
Destinatario di un provvedimento di espulsione, il tunisino non può tornare in Italia. Ma giura che non sia un problema. «Non mi interessa tornare in Italia – dice – Sto vivendo nel mio Paese. Sto andando benissimo in quello che sto facendo. Tornerei solo per le vacanze o per andare a trovare i miei nuovi familiari. Non posso dire di essere stato deluso dall’Italia. Sono esperienze della vita. Quello che mi ha deluso è la giustizia italiana, non il Paese».
Azouz Marzouk vorrebbe un confronto con il suo ex suocero, Carlo Castagna. «Non è possibile che lui abbia perdonato poche ore dopo chi aveva sterminato la sua famiglia – dice – Neppure papa Giovanni, che io ammiro potrebbe avere questa grandissima fede. Vorrei fare un dibattito televisivo diretto, un faccia a faccia con Castagna. Ha convinto tutta l’Italia ma non me. Io lo conosco di persona».
«Non sto facendo uno show – dice ancora Azouz Marzouk – Mi hanno descritto come una persona che vuole fare spettacolo. Non è affatto vero. Sto solo facendo una battaglia per far uscire la verità. Questo è il punto. Faccio tutto quello che posso senza risparmiarmi niente per far uscire finalmente la verità. Soprattutto, sto utilizzando gli atti ufficiali per portare alla luce le tante contraddizioni e dimostrare che ci sono ancora tantissimi elementi da chiarire».
Sette anni fa, Azouz ha perso in una sera la moglie e il figlioletto. «Non li scorderò mai – dice – Sono mia moglie e mio figlio, mia suocera e la mia vicina di casa. Li ricordo tutti. Sono state ammazzate quattro persone ed è giusto ricordare tutti. Da Dio ho trovato la forza di ricominciare. Non smetterò mai di ringraziare Dio per un dono che mi ha dato che si chiama pazienza».
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Nella foto:
Azouz Marzouk nel salotto della sua abitazione a Zaghouan, in Tunisia

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