«Sono stato deriso dalla polizia svizzera». Comasco si rivolge a Renzi

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La denuncia anche sul tavolo di Maroni

(a.cam.) «Sono stato deriso e sbeffeggiato da poliziotti svizzeri». Lo scrive senza giri di parole, rivolgendosi direttamente ai vertici della polizia del Canton Ticino, il comasco Federico Gilardoni, consigliere di amministrazione dell’Università dell’Insubria.
Mentre i rapporti tra italiani e svizzeri sono tesi dopo l’esito positivo del referendum svizzero per limitare l’accesso degli stranieri, la disavventura raccontata

dal giovane comasco rischia di essere un incidente diplomatico.
Gilardoni, fermato per un controllo stradale a Mendrisio, non ha gradito l’atteggiamento degli agenti elvetici e ha tradotto il suo disappunto in una e-mail inviata al comandante della polizia cantonale del Ticino e, per conoscenza, al presidente del consiglio Matteo Renzi, al governatore lombardo Roberto Maroni e al sindaco di Como, Mario Lucini.
«All’uscita autostradale di Mendrisio vengo fermato da agenti della polizia cantonale» scrive Gilardoni, che aggiunge come, non capendo subito le indicazioni del poliziotto, abbia tentennato qualche secondo prima di accostare. Ecco allora le parole che avrebbe pronunciato il poliziotto: «Non capite nemmeno i gesti, voi italiani?». E ancora: «Se parlo l’italiano che ci insegnano qui mi capisce? Devo forse farle dei gesti?». Gilardoni parla poi di «risa e sbeffeggiamenti», e aggiunge: «Ritengo che non rientri nelle mansioni di un agente di polizia commentare, deridere o mettere in soggezione un automobilista fermato».
La e-mail è stata inviata lunedì scorso e il giorno dopo è arrivata la risposta dei vertici della Polizia Cantonale. «Spiacente per il disagio che le è stato creato – si legge nella mail inviata da Lugano – Le confermo che non appena avrò esperito tutti gli accertamenti necessari, le risponderò compiutamente. Ritengo sia una dimostrazione di serietà e professionalità risponderle dichiarando eventuali disfunzioni nell’agire, invero di pochi, dei nostri collaboratori».

Nella foto:
Pattuglie della Polizia Cantonale. La gendarmeria ha risposto prontamente alla mail

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