Cronaca

«Stop ai ristorni se i fiscovelox diventeranno impianti fissi»

Il caso – Lorenzo Quadri: «Così si violerebbero gli accordi di Schengen». Il comandante delle fiamme gialle: «Al momento non risultano provvedimenti di questa natura»
Secondo la Lega dei Ticinesi l’Italia intende installarli stabilmente in tutti i valichi italo-svizzeri
Non c’è tregua nei rapporti tra Italia e Svizzera. Neanche la recente decisione del Consiglio di Stato ticinese di sbloccare, come gesto distensivo, i ristorni dei frontalieri è servita. Tornano infatti d’attualità i fiscovelox, le telecamere che le fiamme gialle collocano ai valichi di confine per leggere le targhe delle auto che entrano nella Confederazione con l’obiettivo di scovare potenziali evasori.
La Lega dei Ticinesi, per voce del consigliere nazionale Lorenzo Quadri, riparte
all’attacco. «Da fonti d’oltreconfine risulta che nei prossimi mesi i fiscovelox dovrebbero venire sostituiti da impianti di videosorveglianza fissi, installati in tutti i valichi italo-svizzeri – scrive Quadri – Attualmente si starebbe discutendo la ripartizione dei costi dell’operazione».
Una mossa che genererà – se confermata – nuove inevitabili tensioni sul confine. «Dopo lo sblocco dei ristorni, ci aspettiamo dal governo italiano azioni tangibili volte alla normalizzazione dei rapporti tra i due Stati – si legge nel comunicato di Quadri – Due iniziative in particolare devono essere concretizzate subito: la cancellazione della Svizzera da tutte le black list italiane e l’eliminazione dei fiscovelox».
Ecco allora che se il futuro dovesse invece essere quello tratteggiato dal consigliere nazionale elvetico, potrebbero crearsi nuove tensioni mai del tutto sopite. «Se dovessero installare questi sistemi di videosorveglianza, le intenzioni italiane sarebbero dunque quelle di istituire un controllo sistematico motivato solo dal fatto che le persone attraversano il confine – aggiunge Lorenzo Quadri – Proprio ciò che gli accordi di Schengen non permettono. Quindi una violazione dei citati accordi».
Secondo la Lega dei Ticinesi, rendendo permanenti i fiscovelox – che puntano a individuare i potenziali evasori incrociando le targhe delle auto che più di frequente attraversano il confine con i redditi dei proprietari dei veicoli – si eserciterebbero «indebite pressioni sui cittadini italiani, in particolare su quelli abbienti, che desiderano recarsi in Ticino. Queste persone verrebbero così schedate come evasori fino a prova del contrario». Una presunzione di colpevolezza il cui intento, a giudizio di Quadri, «è chiaro», ovvero «scoraggiare l’afflusso, verso il nostro Cantone, di persone che possano portare linfa alla piazza finanziaria ed economica ticinese, con l’obiettivo di danneggiare l’economia cantonale». Un affondo deciso e senza condizioni.
I vertici delle fiamme gialle lariane non confermano però il progetto di trasformazione dei fiscovelox in impianti fissi.
«Allo stato attuale dei fatti – interviene il colonnello Marco Pelliccia, comandante provinciale della guardia di finanza – non risulta alcun provvedimento di tal natura».
Questo il fronte italiano. In ogni caso, Lorenzo Quadri ha già chiesto che i negoziatori elvetici, in occasione di un incontro già fissato tra i due Stati il prossimo 24 maggio, pretendano chiarezza sulla possibile trasformazione dei fiscovelox in postazioni fisse. «Se ciò dovesse avvenire – sottolinea l’esponente della Lega dei Ticinesi – si dovrebbe, per coerenza, tornare a bloccare, a fine giugno, i ristorni dei frontalieri. E nella misura del 100%».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Un fiscovelox posizionato al valico di Brogeda. Sono telecamere in grado di leggere le targhe delle auto in transito per scoprire potenziali evasori
22 Maggio 2012

Info Autore

Redazione

Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Archivio
Dicembre: 2018
L M M G V S D
« Nov    
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31  
Numeri utili
NUMERO UNICO DI EMERGENZA
numero 112 lampeggianti
farmacia Farmacie di turno farmacia

ospedale   Ospedali   ospedale

trasporti   Trasporti   trasporti
Colophon

Editoriale S.r.l.
Via Sant’Abbondio 4 – 22100 Como
Tel: 031.33.77.88
Fax: 031.33.77.823
Info:redazione@corrierecomo.it

Corriere di Como
Registrazione Tribunale di Como n. 26/97
ROC 5370

Direttore responsabile: Mario Rapisarda

Font Resize
Contrasto