«Stravolgono tutto, non sanno quello che fanno»

Il progettista Carlo Terragni
Carlo Terragni è stato, insieme con Renato Conti e Ugo Majone, uno dei veri padri del progetto originario delle paratie. E, fino al 2005, ne ha anche materialmente seguito gli sviluppi, salvo poi essere esautorato, come i colleghi, dalla direzione
per volontà unilaterale del Comune di Como.
«E oggi – ammette subito l’ingegnere – faccio persino fatica a parlare di quello che sta avvenendo sul lungolago. Da molto tempo, ormai, non è più il progetto che conoscevo. È stato tutto stravolto e verrà stravolto ancora. Solo che non mi pare che il Comune sappia esattamente cosa sta facendo, in che direzione andare».
Una delle novità più importanti degli ultimi tempi – corroborata anche da recenti studi universitari – è sicuramente la volontà di abbassare l’altezza massima di difesa dalle esondazioni rispetto ai 200,30 centimetri sul livello del mare. Una quota “baluardo”, invece, nel progetto firmato da Conti, Majone e Terragni.
«Non ce la eravamo mica inventata – rivendica quest’ultimo – Quella soglia, da considerarsi a paratie innalzate al massimo, costituiva la mediazione tra la necessità di alzare ulteriormente le difese per scongiurare ogni possibile rischio di fuoriuscita del lago in piazza e, al contrario, l’effettivo lungo periodo di assenza delle esondazioni. Di sicuro, il nostro valore era stato valutato da tecnici ed esperti di primissimo livello e offriva ogni garanzia».
Ultimo punto, la questione dei teorici rischi per gli edifici affacciati sul secondo lotto del cantiere. «Non capisco davvero di quale pericolo di crolli si stia parlando – conclude Terragni – I lavori eseguiti sul primo lotto del cantiere hanno dimostrato la perfetta sostenibilità dell’intervento. Non si sono verificati danni particolari o altri problemi seri. Quindi non vedo cosa potrebbe mai accadere sul secondo. O almeno, il nostro progetto originario era sicuro sotto ogni profilo. Ora, con tutti i cambiamenti, non mi pronuncio».

Emanuele Caso

Nella foto:
Il primo lotto delle paratie, terminato per le opere nel sottosuolo e incompleto in superficie

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