«Subito un sopralluogo dell’ufficio tecnico»

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Il sindaco Mario Lucini
«Sappiamo che anche così sposteremo solo il problema altrove»

Sono state accusate di indifferenza le istituzioni pubbliche comasche. Mentre infatti da mesi si discute sulle possibili destinazioni dell’ex centrale termica della Ticosa (auditorium dell’Università, Biblioteca, museo…), l’unico edificio sopravvissuto alle ruspe e tutelato dai Beni Architettonici, la realtà quotidiana racconta di una piccola comunità di senzatetto che abita nella Santarella.
Il sindaco di Como, Mario Lucini non

si sottrae a chi chiede come verrà affrontato il problema.
Una questione che presenta innanzitutto un forte rischio sicurezza. Come aveva sottolineato il questore di Como, Michelangelo Barbato, in un intervento in cui chiamava in causa direttamente la proprietà, ossia Palazzo Cernezzi.
L’ultimo incendio, sabato sera, sarebbe potuto costare caro agli occupanti della Santarella se i vigili del fuoco non fossero intervenuti prontamente e in forze. I roghi vengono accesi per cucinare e per scaldarsi tutti i giorni, a poca distanza da assi di legno, da pallet e da vere e proprie baracche costruite nell’ex centrale termica della Ticosa. La tragedia accaduta nella fabbrica-dormitorio di Prato è un ricordo ancora vivo in tutti.
«Per quanto riguarda la messa in sicurezza attendiamo l’esito del sopralluogo dell’ufficio tecnico», spiega il primo cittadino di Como.
Un primo intervento con lucchetti e catene alle griglie di ferro non ha risolto però il problema.
«Lo sappiamo – ammette Mario Lucini – Verificheremo cosa serve per impedire l’accesso e vedremo soprattutto come reperire questi fondi».
L’altro fronte aperto è quello sociale. Tempo fa il presidente vicario del Museo della Seta, Luciano Guggiari, propose di trasformare la Santarella in un simbolo di Como città della Seta, in vista dell’Expo milanese. «È un monumento fantastico – aveva detto Guggiari – basterebbe inizialmente ripulirlo e renderlo simbolo del tessile di Como».
Invece degli storici telai al momento ci sono i senzatetto, tra immondizia, macerie e topi, un biglietto da visita decisamente poco edificante per Como.
«È vero, come detto inizieremo con un intervento strutturale, per quanto riguarda la questione sociale purtroppo in questi anni abbiamo assistito soltanto a uno spostamento del problema da un luogo all’altro», conclude Lucini.
Chi vive sotto il monumento di cemento armato realizzato dall’ingegner Luigi Santarella, raro esempio della moderna tecnica delle costruzioni in calcestruzzo, non è un utente dei servizi sociali. Spesso si tratta di “invisibili”, di stranieri che hanno alle spalle decreti di espulsione, che vivono di espedienti e che quindi evitano di presentarsi nei dormitori o nelle altre strutture di accoglienza.

P.An.

Nella foto:
L’immagine del sugo nella casseruola è diventata simbolo della presenza dei disperati nella Santarella

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