Cronaca

«Sul Lario la crisi ha colpito ma l’economia resta solida»

L’iniziativa – Il presidente della Camera di Commercio ha presentato ieri il volume “Capitale d’Impresa”
«Andare oltre l’analisi dei dati», per affrontare «i temi complessi della collettività comasca». Con questo obiettivo, il presidente della Camera di Commercio di Como – Paolo De Santis – ha presentato ieri il primo volume di una raccolta sui capitali di Como, a cura del Centro Studi dell’Economia Comasca.
“Capitale d’Impresa”, questo il titolo della pubblicazione – una raccolta di saggi e ricerche – alla quale hanno lavorato Mauro Magatti, Giulio Sapelli, Marella Caramazza
, Andrea Granelli e Stefano Baia Curioni.
«Visto il mondo che rappresentiamo, non potevamo che partire dall’impresa – ha aggiunto De Santis – ma toccheremo altre tematiche, più ampie. Tutti i capitali del nostro territorio».
La presentazione del volume è avvenuta – ieri – nella decima giornata dell’economia, durante la quale la Camera di Commercio ha fornito il bilancio economico 2011 della provincia. «Analizzando i vostri dati – ha spiegato Andrea Ciccarelli, ricercatore di Statistica Economica all’Università di Teramo – è emerso un quadro positivo. O meglio: la crisi è tragica ma qui, a Como, si è infranta contro una struttura solida. La provincia di Como ha retto meglio rispetto ad altri territori molto più pubblicizzati». Como, però, secondo il ricercatore è anche molto sensibile alle variazioni di crescita economia, in termini di Pil: «Quando la situazione va male, Como va peggio. Al contrario, quando le condizioni migliorano, Como va meglio rispetto alla media». Da ricalibrare, secondo Ciccarelli, è il rapporto con Milano. «Il capoluogo lombardo è molto vicino e molto diverso. Dev’essere guardato non come un antagonista, ma come un partner». Tra i dati positivi citati dal ricercatore, il valore aggiunto dell’industria culturale comasca: «È pari al 6,2%, tra i più alti d’Italia». E anche il tasso di internazionalizzazione turistica, «pari al 63,6%, il quinto in Italia, ma le prime tre città si chiamano Roma, Venezia e Firenze». Ciccarelli ha definito «reattivo» il sistema economico comasco; tra le criticità, ha incluso il credito.

Andrea Bambace

Nella foto:
Da sinistra, Paolo De Santis, con il ricercatore Andrea Ciccarelli (foto Fkd)
5 maggio 2012

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