«Temono le persone. Attaccano solamente se si sentono minacciati»

Giulio Gridavilla

(f.bar.) «È il lupo che di solito adotta precauzioni per non entrare in contatto con l’uomo. Non viceversa». Giulio Gridavilla, responsabile del dipartimento veterinario dell’Asl lariana, commenta così il recente avvistamento di un lupo poco oltre il confine. «Sono animali che hanno timore delle persone. Hanno abitudini prevalentemente notturne e tendono a rifuggire l’uomo. Non attaccano ma solitamente reagiscono solo se si sentono in pericolo».
I lupi, dunque, sono solitari nella

loro ricerca di cibo. E solo in casi particolari possono spingersi al limite dei centri abitati o fare sortite in territori sconosciuti. «Capita perché magari non stanno bene – dice Gridavilla – o perché arrivano da un periodo in cui la caccia è andata male oppure perché hanno trascorso del tempo in condizioni di particolare aggressività».
Un lupo maschio di circa 2 anni e del peso di 36 chili si è spinto, nella notte tra il 12 e il 13 novembre 2012, addirittura lungo una strada a pochi chilometri dall’aeroporto di Malpensa, nelle vicinanze di Somma Lombardo. Qui è stato investito da un’auto ed è morto. Da un’analisi del Dna effettuata dal Laboratorio di genetica dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) è stato confermato trattarsi di un lupo appartenente alla popolazione italiana. Ulteriori approfondimenti svolti con il Centro conservazione e gestione grandi carnivori precisarono come l’animale fosse originario dell’arco alpino occidentale. «Sono esemplari in grado di spostarsi per molti chilometri e possono raggiungere anche zone dove solitamente non vengono mai avvistati», conclude Gridavilla.

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