Economia

«Triste vendere i tessuti di Como in Francia»

altLo stilista Fausto Puglisi difende il made in Italy e la tradizione lariana «Siamo i numeri uno, i veri sognatori, i Marco Polo di moda e ricerca»
«È triste pensare che Como debba vendere i suoi tessuti in Francia».
Partito da Messina a 18 anni per inseguire il sogno americano, pienamente realizzato a New York, lo stilista Fausto Puglisi prende le difese del made in Italy e non nasconde il rammarico per la perdita d’importanza della Penisola nel mondo della moda, dalle fiere alle sfilate.
Ospite della trasmissione di Radio 24 “Mix 24”, di Giovanni Minoli, lo stilista siciliano ha fatto riferimento al suo apprezzamento per il

tessile lariano, per la qualità e creatività dei prodotti del distretto di Como.
Nella sua veste di direttore creativo di Maison Ungaro, il nuovo nome di punta della moda italiana ha fatto anche un confronto tra la situazione italiana e quella francese.
«La moda francese è interpretata dagli italiani – ha detto – Ci sono tantissimi stilisti italiani in Francia, i veri vincitori sono gli italiani. I prodotti francesi sono realizzati per l’80-90% dei casi in Italia. E mi riferisco a pelletteria, abbigliamento, scarpe».
Da qui il rammarico per l’attuale situazione del distretto tessile comasco.
«È triste pensare che Como debba vendere i suoi tessuti in Francia e non fermarsi a Como – ha detto Puglisi – Personalmente sono pro Como, sono per l’Italia. Gli italiani sono i numeri uno, i veri sognatori, i Marco Polo della moda e della ricerca».
Parole che fanno tornare alla memoria i vecchi fasti delle fiere che attiravano a Como l’intero mondo della moda: Ideacomo, Shirt Avenue e ModaIn, oltre all’unica ancora superstite, ComoCrea, l’esposizione dedicata ai disegni per tessuti. Eventi che erano appuntamenti irrinunciabili per gli addetti ai lavori e non solo, oggi confluiti sotto l’insegna di Milano Unica.
Il giovane stilista fa poi un ulteriore sottinteso rimando al lago ricordando il suo «maestro», Gianni Versace, che a Moltrasio aveva scelto di acquistare una villa nella quale trascorreva molto tempo.
«Il mio maestro è sicuramente Gianni Versace – ha detto Puglisi – Questo perché secondo me lo stilista deve essere senza paura, amante delle sfide, curioso, sedotto dalla gente della strada».
Un maestro al quale si aggiungono, oggi, Dolce&Gabbana.
«Oggi gli stilisti ideali sono indubbiamente Domenico Dolce e Stefano Gabbana – ha aggiunto Puglisi – che nel modo più indipendente lavorano portando avanti l’italianità. Ad esempio sono stati i primi a sfilare in Italia e non a Parigi con l’alta moda».
Nonostante abbia iniziato la sua carriera nella Grande Mela, lo stilista siciliano ribadisce poi ancora una volta l’importanza dell’Italia per il mondo della moda.
«La grande moda passa ancora dall’Italia, sicuramente – ha detto sempre Fausto Puglisi – Passa da Milano, da Roma, dalla provincia italiana, dal primo paesino della Sicilia all’ultimo in provincia di Bolzano. Abbiamo nel nostro Paese realtà fantastiche, con lavoratori e qualità incredibili. L’Italia è ricca di bellezza, di gente straordinaria e di umanità».

8 ottobre 2014

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