Cronaca

«Tutela dell’infanzia, lavoro enorme»

L’appello dell’Unicef
L’Unicef ha incontrato ieri mattina in Biblioteca a Como i ragazzi delle scuole medie per affrontare le tematiche legate all’infanzia e all’adolescenza. Alla presenza delle autorità locali – il prefetto Bruno Corda, il comandante della guardia di finanza Marco Pelliccia, il vicequestore aggiunto Ilaria Serpi e Donato di Gioia in rappresentanza del comando dei Carabinieri – è stata richiamata l’attenzione degli alunni sugli impegni assunti a New York nel settembre del 2000 dal Vertice del Millennio. «Il lavoro da fare è ancora enorme – ha affermato il presidente Unicef di Como, Enrico Ganzerla – ma dopo quasi tre lustri i risultati raggiunti sono davvero significativi. La mortalità dei bambini nel mondo è stata ridotta di un terzo (ma sono ancora 18mila all’anno i decessi sotto i cinque anni); l’indice di povertà, nonostante la recessione, è stato dimezzato; le malattie infettive sono calate del 25% mentre la parità di genere nella scuola primaria finora è rispettata solo in due Paesi su 130».
Anche il vicesindaco di Como ha voluto portare il suo contributo alla discussione: «Gli obiettivi da condurre a termine – ha detto Silvia Magni – sono molto ambiziosi, un motivo in più perché si lavori tutti insieme per un traguardo così importante».
Tra i relatori, il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Sant’Anna di Como, che si è rivolto direttamente ai ragazzi: «Sono un cardiologo, ma dopo gli studi di Medicina avrei voluto fare il pediatra – ha ricordato Marco Onofri – Dopo due giorni di specialità, ho capito che era un lavoro con un carico emotivo che non riuscivo a sostenere. Vedere un bambino malato non è normale, fa male. Dobbiamo essere tutti grati al grande lavoro di Unicef».
Onofri ha proseguito parlando della sua esperienza come manager: «In un ospedale i grandi numeri fanno la differenza, creano la necessaria esperienza. Per cui, quando a malincuore abbiamo deciso di chiudere il “punto nascita” di Cantù, l’abbiamo fatto solo per motivi di sicurezza: non c’erano le basi sufficienti per garantire un servizio adeguato».
Infine, un pensiero per l’impatto che Expo porterà il prossimo anno anche in tema di sanità: «Ci stiamo preparando a ricevere migliaia di persone a cui, nel caso di necessità, dovremmo garantire un diritto alle cure – ha concluso il direttore del Sant’Anna – anche attivando un semplice censimento per capire chi ha le necessarie competenze linguistiche».

Maurizio Pratelli

Nella foto:
L’incontro di ieri in Biblioteca a cura dell’Unicef di Como (foto Mattia Vacca)
28 maggio 2014

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