Cronaca

«Tutelare la privacy è possibile, ma in pochi lo sanno»

Parlano gli esperti

«È fondamentale ricordare che al giorno d’oggi tutti siamo sempre connessi. Proprio per questo, prima di compiere qualsiasi azione su Internet, bisognerebbe contare almeno fino a 5». È il monito lanciato da Edoardo Colombo, esperto di tecnodipendenze dell’Università dell’Insubria e moderatore dell’incontro sul cyberbullismo che si è svolto ieri a Grandate.
I trucchi per evitare di cadere nei rischi della Rete esistono, basta conoscerli. Come spiega anche l’ingegnere informatico Mario

Meroni.
«Tutti i social network hanno regole che permettono di gestire la privacy – dice l’esperto – Anche Facebook consente di creare dei blocchi, in modo tale che solo gli amici o determinati conoscenti possano accedere a una serie di contenuti che noi consideriamo riservati».
Un modo per tutelarsi, insomma, ma che è ancora poco conosciuto. «Di base, il profilo sui social network è abbastanza libero e per creare questi blocchi bisogna modificare le impostazioni – aggiunge Meroni – Il punto è che non tutti, anzi pochi, sanno come procedere per aumentare la sicurezza dei dati».
Ancora una volta, dunque, la conoscenza dello strumento si dimostra essenziale per usare Internet senza correre rischi, soprattutto quando si è giovani.
«In generale è possibile tutelarsi abbastanza bene – continua l’ingegnere – ma la gente normalmente non lo fa, semplicemente perché non sa che è possibile e soprattutto non sa come farlo».
Un altro tema delicato è la prospettiva temporale di quanto viene pubblicato: i contenuti caricati su Internet, infatti, potenzialmente restano nella Rete per sempre. «Non esiste la possibilità di configurare una scadenza per le cose che vengono pubblicate – spiega Meroni – a meno che non vengano cancellate dall’amministratore del sistema o da noi stessi».
Un aspetto da tenere a mente, soprattutto per il futuro. Sempre più datori di lavoro, infatti, usano Internet per effettuare ricerche sui candidati che intendono assumere.
«Sì, ormai è una tendenza diffusa – continua il tecnico – è un metodo veloce che viene usato per ricercare le informazioni che esulano dall’ambito occupazionale». Meglio evitare, dunque, di pubblicare su Youtube o su Facebook video o fotografie che potrebbero risultare imbarazzanti.
«Non è la Rete ad essere pericolosa, a fare la differenza è il suo utilizzo. È importante perciò essere consapevoli di quello che si fa quando si naviga – conclude Meroni – È anche vero che può capitare di scaricare accidentalmente un virus andando su siti web considerati sicuri. In quel caso, è fondamentale avere un buon antivirus e un buon programma di firewall e usarli con regolarità».

A.D’A.

24 marzo 2013

Info Autore

Redazione

Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Archivio
novembre: 2018
L M M G V S D
« Ott    
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
2627282930  
Numeri utili
NUMERO UNICO DI EMERGENZA
numero 112 lampeggianti
farmacia Farmacie di turno farmacia

ospedale   Ospedali   ospedale

trasporti   Trasporti   trasporti
Colophon

Editoriale S.r.l. (in liquidaz.)
Via Sant’Abbondio 4 – 22100 Como
Tel: 031.33.77.88
Fax: 031.33.77.823
Info:redazione@corrierecomo.it

Corriere di Como
Registrazione Tribunale di Como n. 26/97
ROC 5370

Direttore responsabile: Mario Rapisarda

Font Resize
Contrasto