Luca Paolini: «Chiedo scusa, spiegherò tutto»

Incredulità. È questa la parola per descrivere la sensazione che sta vivendo il mondo del ciclismo dopo la notizia, emersa l’altra sera, della positività di Luca Paolini alla cocaina al Tour de France.
Perché il personaggio coinvolto in questa vicenda è un atleta di rilievo mondiale, un corridore da sempre stimato all’interno del gruppo.
Un concetto che ieri, nella diretta Rai dal Tour ha ribadito il commissario tecnico della Nazionale Davide Cassani. «Non si tratta di un atleta qualunque – ha sottolineato – ma di un personaggio che ha fatto due Olimpiadi e ha vestito dieci volte la maglia della Nazionale ai Mondiali».
Paolini aveva annunciato il suo addio all’Italia ma quest’anno proprio Cassani lo ha convinto a tornare a vestire la casacca azzurra. «Lo avevo convinto perché mi servivano le sue mentalità ed esperienza – ha aggiunto Cassani – Ora sono stupito e addolorato».
È bene sottolineare che il corridore lariano, trovato positivo alla cocaina dopo la tappa del 7 luglio, ha chiesto le controanalisi.
Lo stesso Paolini ha “esternato” le sue sensazioni attraverso i social network. Il 38enne ciclista comasco si è sfogato, promettendo di fare chiarezza e si scusa con i compagni di squadra del team Katusha.
«Scusate, ma ho dovuto assorbire il colpo – ha scritto Paolini – Credo ed ho sempre creduto nei controlli, stanno rendendo questo sport più credibile. Per quanto successo, mi assumo in pieno le mie responsabilità e cercherò di fare la massima chiarezza».
Luca si scusa con i corridori, con il tour e i compagni di team. Poi aggiunge: «In questi giorni farò il possibile per capire come sia stato possibile. Spero, con una collaborazione fitta con l’Uci, di fare più chiarezza possibile sull’accaduto».
«Luca è un ragazzo intelligente – ha detto ancora, riferendosi a questa vicenda, il commissario tecnico azzurro Davide Cassani – e la prima cosa che mi chiedo, se la positività verrà confermata, è perché sia successa questa cosa. Una vicenda che non riguarda il corridore, ma l’uomo. Se un atleta viene fermato per l’Epo posso sentire soltanto rabbia, ma se si parla di cocaina le prime sensazioni che provo sono di tristezza e malinconia».

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