Luciano Fontana: «La politica riserva sempre sorprese»

Luciano Fontana a Como
La sfida del digitale e il ruolo dell’informazione in un mondo che cambia a velocità vertiginosa. E poi l’attualità politica con il nuovo governo Conte.
Luciano Fontana, che dal 2015 dirige il “Corriere della Sera”, è tornato ieri  ospite a Como, dove in gennaio aveva partecipato al ciclo culturale “Pensieri al Centro”.
Fontana, nella redazione di via Solferino da 21 anni, dove è stato prima capo dell’Ufficio centrale, poi vicedirettore e quindi condirettore, ha presentato il suo libro “Un Paese senza leader”, edito da Longanesi, nell’ambito delle iniziative del premio letterario Città di Como. Pubblico anche in piedi e tanti applausi negli spazi della Libreria Ubik di piazza San Fedele. L’incontro con il direttore è stato l’occasione per approfondire i temi dell’attualità. Hanno dialogato con Fontana, Giorgio Albonico, fondatore ed organizzatore del Premio, e il giornalista Francesco Cevasco, già responsabile delle pagine culturali del Corsera.
Fontana nel suo saggio traccia una panoramica della politica italiana: gli errori della sinistra e la scissione del Pd; la temporanea caduta di Berlusconi, la sua rinascita e le nuove spinte del Centrodestra; l’irrompere dei nuovi esponenti del M5S e la svolta nazionalista della Lega. Un’analisi a tutto campo, e con retroscena e ritratti dei protagonisti conosciuti «da vicino» (Berlusconi, Renzi, Salvini, Grillo, Di Maio, D’Alema, Veltroni e Prodi), Fontana si chiede se sia possibile ricostruire una classe dirigente all’altezza della situazione. Ha parlato molto di leadership il direttore.
«Alle ultime elezioni siamo arrivati con dei leader in decadenza e altri nuovi che devono ancora dimostrare tutto. Ci siamo ritrovati – ha aggiunto Fontana – con una gran voglia di proporzionale. Nel mio libro racconto le radici dei protagonisti di 25 anni di Seconda Repubblica».
Fontana ha ammesso che non si sarebbe mai immaginato un accordo Lega-Cinquestelle. «Salvini mi aveva detto “Mai e poi mai con i Cinquestelle” – ha ricordato –  Lui e Di Maio sono simili, ma anche profondamente diversi. Il governo Conte è la prova che la politica riserva sempre sorprese in questo nostro Paese».
Cevasco ha invece definito “Un paese senza leader” «un libro preveggente, lo specchio di quello che accade oggi, con un leader che nessuno conosce e due voci che sono leader solo di due parti. Il libro finisce con una parola chiave, che è “responsabilità”. Da cui Luciano trae un minimo di speranza per il futuro». Parlando della copertina del suo libro, Fontana ha poi definito il vignettista Emilio Giannelli «più bravo di tanti editorialisti».
«Sono quasi 35 anni che faccio il giornalista e ne ho viste di tutti i colori – ha detto Fontana – Nemmeno il povero Mattarella avrebbe immaginato gli 88 giorni di continui colpi scena che hanno portato al governo Conte. Come è possibile che siamo arrivati a una situazione simile? Dal 1992 sembrava stesse sorgendo un nuovo modello politico in cui sceglievamo subito il premier di un governo durevole. Le elezioni del 4 marzo sono state l’atto di nascita di un nuovo mondo. Siamo in un esperimento di laboratorio mai accaduto, con un premier privo di esperienza politica», ha aggiunto Fontana.
Il direttore ha spiegato anche la sua idea di giornalismo, uno «sguardo curioso e rispettoso della realtà» ovvero il «modello Corriere».
In serata Fontana è stato poi ospite del Lions in una conviviale nella Sala bianca del Teatro Sociale.
Lorenzo Morandotti

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