Cronaca

Lucini ai suoi consiglieri: «Vi chiedo scusa»

alt Giovedì sera l’incontro con i gruppi di maggioranza
Il sindaco ammette un problema di dialogo tra giunta e assemblea

(da.c.) «In questi mesi è mancato il dialogo tra la giunta e il consiglio. È vero, vi chiedo scusa. Ma il lavoro è stato enorme, se abbiamo perso di vista il necessario rapporto con l’assemblea cittadina è stato a causa di una quantità di cose da fare che non ci aspettavamo». Per la prima volta dalle elezioni del 2012, Mario Lucini ha ammesso che qualcosa non ha funzionato, a Palazzo Cernezzi, tra l’esecutivo e la sua maggioranza. Lo ha fatto giovedì pomeriggio, durante la riunione tra la giunta e i gruppi consiliari del centrosinistra. Un’assemblea convocata appunto per ricucire un rapporto che rischiava seriamente di subìre qualche

strappo doloroso. E che ha prodotto almeno un risultato: il “mea culpa” di Lucini, oltre alla promessa di riunire la maggioranza, due volte al mese, per relazionare sul lavoro dell’esecutivo.
La plenaria di giovedì sera è servita comunque a fare il punto su altre questioni che oggi agitano il centrosinistra comasco.
A partire dalla ipotizzata cessione delle due farmacie comunali, che oggi producono un reddito annuo di circa 200mila euro. Di fronte ad alcune obiezioni, il sindaco ha motivato la scelta dicendo: «Piuttosto che aumentare le tasse, preferisco vendere le farmacie».
Sul tema non c’è intesa, ma intanto si va avanti. È stato infatti deciso di procedere con una valutazione delle stesse farmacie, in previsione appunto di una loro cessione.
Il tema della fiscalità, collegato alla formazione del bilancio preventivo, resta tra quelli più spinosi. L’assessore al Bilancio, Giulia Pusterla, non sarebbe disponibile ad avallare un indiscriminato aumento delle imposte e dei tributi. Avrebbe per questo suggerito di accelerare sul piano di dismissioni del patrimonio. Piano che, però, rimane per il momento bloccato in attesa che un altro assessore, Marcello Iantorno, dia il suo benestare.
La riunione di giovedì ha vissuto qualche istante di tensione anche sul tema della tassa di soggiorno. Difesa dall’assessore Gisella Introzzi e contestata da alcuni consiglieri che chiedevano di conoscere la destinazione delle somme raccolte.

Nella foto:
Il sindaco di Como, Mario Lucini, durante una delle riunioni di giunta a Palazzo Cernezzi
16 marzo 2013

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