Lucini dopo gli arresti: “Sono tramortito, ma devo mandare avanti la macchina comunale”

2016_06_02_mario_lucini_sindaco_como Mario Lucini, sindaco di Como

<Mi sento tramortito, sarà un percorso ancor più difficile dei mesi precedenti, ma in questo momento mi devo occupare responsabilmente dei problemi urgenti da affrontare, bisogna mandare avanti la macchina comunale che in alcuni settori è in grossissima difficoltà e c’è da affrontare una quotidianità di emergenza>. A parlare è il sindaco di Como, Mario Lucini, il giorno dopo gli arresti dei due dirigenti comunali Antonio Ferro (ai domiciliari) e Pietro Gilardoni (in carcere).

Il primo cittadino dopo l’ennesima bufera che si è abbattuta su Palazzo Cernezzi non si dimette e parlando di responsabilità politiche dice: <Ci sono sempre, non scappo, ma la responsabilità politica è anche quella che mi fa dire che adesso non posso pensare ad altro che erogare i servizi ai cittadini e mettere in condizioni la macchina di funzionare>.

Lucini non si è tirato indietro e ha parlato anche di Pietro Gilardoni al quale vengono mosse contestazioni riguardo al cantiere delle paratie ma anche riguardo ad altri presunti illeciti. <Gilardoni era persona che conoscevo di cui ho stima professionalmente ed eticamente, è fondamentale che la magistratura faccia la sua indagine. Io – prosegue –  ho grossissime difficoltà ad associare la parola ‘corruzione’ al nome di Gilardoni dopodiché noi abbiamo pieno rispetto in chi deve fare queste verifiche>.

Infine una riflessione sui prossimi mesi. <Credo che – se è possibile – saranno ancor più difficile di quelli appena passati, in questo momento, ripeto, mi devo occupare responsabilmente di quelli che sono gli impegni del Comune e poi vedremo se ci saranno le condizioni, e fino a quando, per farlo perchè ovviamente – conclude – la situazione è più complicata di prima>.

Tratto da Espansione TV

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