Lucini e le “riserve” di Sacaim:«Troveremo un accordo. Cantiere chiuso in due anni»

altIl caso lungolago
L’impresa veneta chiede 11 milioni di euro per il fermo lavori
«L’elenco delle riserve era un passaggio obbligato, che ci aspettavamo e che non modifica l’iter verso la ripresa del cantiere del lungolago».
Il sindaco di Como, Mario Lucini, evita toni allarmistici dopo la presentazione dell’ennesimo conto a sei zeri da parte di Sacaim, l’impresa veneta che sta realizzando le paratie. L’azienda ha chiesto il pagamento di oneri per presunte spese non concordate con il Comune capoluogo per un totale di 11 milioni di euro.
L’annuncio dell’entità

delle riserve presentata da Sacaim è stato dato dallo stesso primo cittadino di Como, giovedì scorso, durante la seduta del consiglio comunale.
Le richieste dell’azienda a Palazzo Cernezzi erano state inserite nel registro di cantiere all’inizio del mese di giugno, in concomitanza con il pagamento dell’ultimo stato di avanzamento dei lavori.
«Sapevamo che ci sarebbe stato questo passaggio anche se non conoscevamo l’importo delle riserve – spiega Mario Lucini – Ora abbiamo avuto la quantificazione. È bene però precisare che si tratta di riserve, non di penali. Quindi, di valutazioni fatte da Sacaim che ora dovranno essere analizzate dai tecnici del Comune e dai nostri uffici. Probabilmente ci sarà poi una trattativa con l’impresa».
Sacaim chiede un indennizzo, in particolare, per il lungo periodo di stop del cantiere e per interventi importanti previsti nella seconda perizia di variante, quella approvata nel settembre del 2011 ma di fatto mai realizzata.
L’entità, in questo caso, sarebbe di oltre 4 milioni di euro. «Molte delle riserve riguardano interventi della seconda variante che ora, però, stiamo completamente cambiando con la terza perizia di variante, quella che andremo a realizzare – sottolinea ancora Mario Lucini – Su quella seconda variante, Sacaim aveva presentato riserve significative e, addirittura, su alcuni interventi determinanti, era decisa a scaricare ogni responsabilità qualora il Comune avesse deciso di attuarli a ogni costo e questo avesse causato danni agli edifici circostanti. Le modifiche al progetto, con ogni probabilità, cancelleranno automaticamente molte delle questioni sollevate dall’impresa».
La valutazione delle riserve, per il primo cittadino di Como, non è al momento la priorità.
«Le riserve di Sacaim prima saranno esaminate e valutate in contraddittorio – dice Mario Lucini – Questa, però, non è una cosa da fare in tempi strettissimi. Diversamente, in tempi strettissimi dobbiamo darci da fare con la stessa Sacaim per completare la terza perizia di variante, in modo da poter ripartire con i lavori. In seguito, ci sarà tutto il tempo per valutare la questione delle riserve con la massima calma».
La valutazione delle riserve, aggiunge quindi il primo cittadino del capoluogo lariano, «non ha attinenza con la ripartenza dei lavori, prevista per il prossimo mese di settembre. I rapporti con Sacaim sono buoni, tanto che stiamo lavorando insieme per definire la nuova variante. Il nostro obiettivo è condividere il nuovo progetto con l’azienda veneta, diversamente da quanto era avvenuto invece nel caso della seconda perizia. In quel caso, l’impresa non aveva collaborato alla stesura del progetto e infatti aveva poi avanzato riserve importanti su punti essenziali dei lavori previsti. Questa volta vogliamo che le cose vadano davvero diversamente».
Almeno per il momento, l’obiettivo di Palazzo Cernezzi resta la ripresa del cantiere del lungolago nel prossimo mese di settembre. «I tempi restano quelli annunciati – dice Mario Lucini – Magari potrebbe essere ottobre e non settembre, ma comunque il cronoprogramma resta quello già annunciato. Siamo concentrati sulla terza perizia e l’obiettivo è far ripartire i lavori per chiudere finalmente questo cantiere infinito».
Dal momento della ripresa del cantiere, i lavori dovrebbero durare circa due anni. «Non abbiamo ancora certezze in questo senso, ma due anni sono una previsione ragionevole e credibile – dice il sindaco di Como – Un’indicazione precisa sui tempi sarà contenuta nella perizia di variante che stiamo completando, che conterrà il capitolato e definirà precisamente i tempi del cantiere».
La nuova variante, in fase di definizione, comprende anche l’intervento previsto per la difesa di piazza Cavour. «Non parliamo della eventuale riqualificazione della piazza, che potrebbe avvenire in una fase successiva, ma sicuramente delle barriere antiesondazione – conclude Mario Lucini – Confermo che si tratterà di una difesa a scomparsa, con paratie mobili che saranno attivate solo in caso di necessità e normalmente non saranno visibili».

Anna Campaniello

Nella foto:
Il cantiere delle paratie è fermo ma potrebbe riprendere nelle prossime settimane dopo il via libera a una nuova variante

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