Lucini: «Un fatto grave, un quadro sconcertante»

Il sindaco di Como
(f.bar.) La notizia dell’indagine che ha portato all’arresto dei vertici della Polstrada di Como è arrivata all’improvviso, ieri mattina, nei corridoi di Palazzo Cernezzi.
Il sindaco Mario Lucini, come sempre in Comune, l’ha appresa solamente poco prima delle 10.
Immediata la richiesta di maggiori informazioni per capire esattamente cosa stesse accadendo in città.
In particolar modo dopo aver appreso che nell’indagine è rimasto coinvolto il commissario aggiunto Davide Gaspa, responsabile dell’ufficio verbali proprio della polizia locale di Como.

«Non ho ancora tutte le informazioni necessarie per poter fare un commento approfondito – ha detto il sindaco Mario Lucini – Si tratta sicuramente di un fatto grave e preoccupante che potrebbe delineare un quadro sconcertante». Nelle prossime ore, ovviamente, verrà prestata dal municipio del capoluogo la massima attenzione alle notizie che arriveranno sull’inchiesta in corso.
«È necessario analizzare ogni ulteriore informazione. Certo è che simili fatti, quando toccano soggetti pubblici, sono sconcertanti».
In tutto, sono al momento ventiquattro gli indagati. Tra questi, come detto, è al vaglio anche la posizione relativa al commissario aggiunto Davide Gaspa. Il fascicolo gestito dalla Procura ruoterebbe attorno a una serie di multe tolte ragione. «Sono casi molto gravi. Ancor di più quando sono coinvolti uomini dello Stato», ha concluso il sindaco Mario Lucini.

Nella foto:
L’inchiesta della Procura di Como ha toccato anche la polizia locale cittadina

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